la luna nel sax

e poi ancora Coltrane fughe e nascondigli,
la marea sulla bocca di novembre, la mia camera oscura.
Ti costruisco nello spazio bianco
dopo il vento nel passo invisibile appena dentro la corsa del sax
mio castello sulla spiaggia larga di Bretagna
e ti metto un bambino sulla torre alta a guardare
le nuvole per ogni gioia che t’assomiglia,
e lì ci troveranno con l’aria alla gola
per essere fragili e resistere ai pesi della luna.

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