La terra non è mai fredda

ombra31Conosco un modo per dimenticare le erbacce

 

e le acque sante che le innaffiano; il mio monatto

pietisce meglio da ubriaco, e mi tappezza i monconi

 

con un pezzo di giornale. Il pane caldo, da tempo

ha perso il suo profumo; il carpe diem assiderante

 

partorisce in piedi, tra la cancrena ancora fresca

dei rosai. Ora, ventre contro schiena

 

somiglio al profilo di un buco sul cuscino; come lui

mi affloscio in un piattume inutile

e senza piume

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