LIBERO! (Dalla libertà).

Inutile che storciate il naso. Potete pensarla come vi pare ma io non cambio idea. D’altronde non potrei più farlo nemmeno se volessi. Dovreste sforzarvi di capire, invece, non dovrebbe esservi difficile.
E’ che semplicemente non ce la facevo più a reggere il peso di quest’ambizione folle che mai ho scelto di avere e mi sono ritrovato addosso.
Indesiderata eredità, lascito avvelenato.
E quando mai d’altronde, chiedo a voi che sembrate scandalizzarvi tanto, quando mai qualcuno si è occupato di domandarmi qualcosa e, dopo avermi interpellato, mi ha consentito di esprimere il mio parere su questo regalo che mi avete appioppato e il cui gradimento date per scontato?
Libertà.
Che parolone usate.
Siete così immersi nella vostra retorica da non domandare nemmeno più se il vostro prezioso articolo possa interessare davvero qualcuno.
Ognuno nasce libero, declamate.
E non è vero, tra l’altro, lo sapete bene, ma di questa famosa libertà voi fate la prima coperta di ogni disgraziato che si affaccia al vostro mondo feroce. E per quanto sia falsa, e per quanto sia presto chiaro che tutto nella vita sin dal primo istante ci viene imposto, l’abbandono, quello no, non ve lo scordate mai, quello che è il vero nome del vostro decantato diritto universale, quello lo praticate con gioia, come fossero sinceri, tutti questi vostri proclami. E forti di questo vi premurate di fornirla da subito direttamente, la vostra dotazione liberale obbligatoria, come un corredo minimo, come si equipaggia di ruote un’automobile o di finestre una casa.
E poi lasciate il malcapitato solo al mondo con questa tremenda compagna.
Libertà.
E tutti a posto.
Ma ora io so di non averla mai desiderata questa vostra preziosissima conquista, questo vostro giocattolo di lusso. E so che non voglio portare mai più il peso assurdo di essere arbitro del mio destino. E mi rifiuterò, d’ora in poi, di accettare che, entro gli amplissimi limiti che mi hanno dato la genetica e il caso, mi sia possibile far di me ciò che voglio, che le combinazioni di esiti possibili siano enne alla enne.
Così sia chiaro. Mai più mi lascerò mettere nelle condizioni di poter scegliere ogni cosa in ogni istante, sappiatelo. Perché non è questa la natura dell’uomo.
Ero così stanco, prima. Ogni giorno, come voi, soppesavo i vantaggi e gli svantaggi, i pro e i contro, i bivi e i trivi che ostinatamente mi si paravano di fronte lungo questa strada disgraziata che sembra non saper rinunciare a dividersi ogni cento passi e sentivo che tutto mi era insopportabile. Di più. Sentivo che queste scelte non portavano ad alcun esito reale, mentre mi consumavano. Che determinavano solo risultati che si sarebbero comunque avverati, semplicemente aspettando, o scegliendo a caso o non scegliendo affatto, né avrebbero mai potuto rendere possibile ciò che comunque non sarebbe stato possibile.
Lentamente il mio animo ha preso ad anelare la quiete e a sentire profondamente, fin nell’intimo, la vuotezza di questa vostra cosiddetta, maledetta libertà.
Penso così mentre sto qui con questo bruciore nelle mutande.
E non sono pentito.
Ho preteso a tutti i costi il Khitan, anche se non era obbligatorio. Ho pensato che se il Profeta stesso lo ha raccomandato vuol dire che si tratta di una purificazione necessaria. Io, per me, ho accettato il mio glande snudato per sempre senza rimpianti. Ho lasciato che il prepuzio mi cadesse nel bacile come cade una barriera, come si riceve un lasciapassare, un diploma, una promozione, un viatico verso la vita nuova. Sento che la ferita non avrà fatto nemmeno in tempo a rimarginarsi che io avrò chiuso per sempre la porta del vostro mondo vano e sarò definitivamente nel luogo dove, ora lo so, da sempre ambisco ad essere. Lì imparerò a sottomettermi alla forza che regola il mondo e abbandonerò per sempre la tracotanza blasfema di credermi artefice per farmi definitivamente ciò che sono, ciò che ogni uomo inevitabilmente è: materia da plasmare nelle mani di poteri che non può controllare. E abbandonerò la tracotanza che vi rende ciechi, se mai l’ho avuta e se l’ho avuta chiederò d’essere perdonato.
Poi mi consegnerò con gioia alla volontà di chi conosce la via e smetterò di preoccuparmi inutilmente della mia esistenza.
E sarò sicuro in quell’abbraccio e in pace, come le creature terrestri e i fiori.

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