L’ultimo porto

Qui si contano le ore
su questa nave che ha tempo da perdere
Si contano le mani sui fianchi
Gli uccelli che spalancano l’azzurro
Gli alberi che sono attimi
Si contano gli zeri dispersi
I drammi delle ossa
I gradini e gli specchi
Per un uomo che inciampa su un sorriso prima di morire
Si ricompongono una ad una le bugie

Sono le idee che cambiano il mondo
Questo secco fardello di speranze

Crollate le mura
restano affreschi appesi alla notte
pozze d’acqua lunare da viverci
Essere qui e non li in quest’angolo di intelligenza a soffrire
sotto pergole di vino e sopra brandelli di ricordi
come schiodando epopee da un occhio
Si contano gli incendi,
le ragne catturate
gli ordegni volubili del cielo
tutti gli errori incompiuti
Si sfilacciano cosi i giorni
senza altra speranza in petto
di continuarsi
in quest’ora che è l’ultima
errabonda
che gira attorno
a un collo di bottiglia

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Giovanni Perri

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