Microchip

È venuta l’ora di pensare a qualcosa di più edificante. Qualcosa che mi permetta di essere finalmente un uomo integro all’interno dell’alveo sociale, dove io possa scorrere col sorriso stampato in volto. Sarò brillante. Sarò cangiante. Insomma sarò. Però avrei bisogno di un aiuto, diciamo così, tecnologico. E mi riferisco a ciò che sembra demonizzato da tanti, con ragione tra l’altro per certe questioni delle quali adesso non ho interesse ad esplicitare, ma che potrebbe essere un buon sostituto in certe situazioni sociali. Parlo di un programma, un software o microchip da inserire nel cervello, capace di assolvere certe funzioni sociali personalmente alquanto probanti. A chi non sarà mai capitato di trovarsi in situazioni sociali, diciamo così, imbarazzanti e volerne uscire ad ogni costo? Quel silenzio provato in mezzo a sconosciuti ad esempio. Spesso ci troviamo costretti, nostro malgrado, a parlare di argomenti che solo sotto tortura vorremmo affrontare. Ma in questo caso parliamo di una violenza più sottile, psicologica e quindi capace di addentrarsi nei meandri del nostro inconscio e costringerci ad adottare comportamenti consoni ai desiderata sociali. Ma tutto ciò purtroppo ci svuota dentro e, almeno nel mio caso, si prova una sorta di risentimento verso il prossimo per questo obbligo che agisce dall’interno. I casi sono due: imparare l’arte del silenzio oppure un bel programmino capace di agire per noi e non farci sentire delle merdacce tipo Fantozzi. Sì perché è proprio quell’imbarazzo mutuato dagli insegnamenti indiretti, le famose regole non scritte uhhh, che ci fa apparire così imbranati in certi contesti sociali. Il primo caso richiede grossi sforzi e non è garantita assolutamente la riuscita. Il secondo invece dovrebbe essere un rimedio più immediato ed efficace. Avresti il tuo bel programmino che, a seconda dei contesti più disparati, potrebbe recitare al tuo posto con più entusiasmo e senza alcun spreco di energia. Sì perché, non so voi, prendere l’ascensore, la compagnia di elementi indesiderati che tutti i giorni dobbiamo incontrare o perché no, un colloquio di lavoro, ti svuotano dentro perché sei costretto a sforzarti di apparire ciò che non sei e l’essere, lo spirito o l’anima ne risentono. Anzi secondo me proprio si danno per malati oppure si rifugiano in qualche meandro misterioso del cervello. E di conseguenza, si ha bisogno di qualche giorno di solitudine per supplicare un loro ritorno, non senza qualche preghiera o qualche vaffanculo generalizzato, a seconda del temperamento che ognuno possiede. Allora con questo programmino potremmo schiacciare su un qualche display, inserito nell’avambraccio ( per non dare nell’occhio) un tastino con un programma corrispondente. Fossimo sull’ascensore ad esempio avremmo la possibilità di “far parlare” questo aiutante, utilizzando chiaramente la nostra voce, e parlare di quanto è lento e dei motivi per i quali ancora non lo hanno cambiato. Qualcuno potrebbe obiettare che diventeremmo delle macchine. No! Perché avremmo la capacità di dedicarci ai nostri pensieri più profondi senza dover faticare per certe amenità che per inciso a nessuno interessano. E poi, a quanti sarà capitato di aspettare per momenti interminabili l’autobus ” che non arriva mai”, in in luogo stretto con qualcuno desideroso di attaccare bottone? Ecco, basterebbe un pochino di esperienza nel capire il personaggio che si ha di fronte per selezionare il pulsante giusto che ci farebbe parlare di qualsiasi argomento. Immagino che all’inizio i programmi più gettonati ( ma l’aggiornamento sarebbe continuo proprio come nei pc) sarebbero nell’ordine : -indignazione politica “non si può più andare avanti così, sono tutti ladri!” ad esempio e tutta la sequela dei luoghi comuni più in voga. -calcio e arbitraggi: ” hanno rubato la partita, c’era un rigore!” oppure ” aiutano sempre le solite squadre”. – il tempo che farà oggi e le mezze stagioni: “non ci sono più le mezze stagioni…” -operazione simpatia: dove si allevia la tensione con battutacce sentite migliaia di volte. -Ed ultime, ma non per ordine di importanza, le considerazioni antropologiche ” non ci sono più i giovani di una volta! ” o in alternativa “i giovani d’oggi sono mooolto più intelligenti. Quindi come possiamo constatare, oltre ad essere sollevati dal tremendo peso della socialità forzata potremmo perfino instaurare delle ottime amicizie, risultare brillanti e perché no diventare delle vere e proprie celebrità. Vi ho convinto?

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Informazioni su Massimiliano Moresco

Ho iniziato a scrivere poesie nel 2012. Prima non avrei sognato mai di dedicarmi a questa forma di espressione, in quanto preferivo altre forme di comunicazione. Tuttavia, come una specie di folgorazione, dopo aver riletto lo Zarathustra di Nietzsche e il libro Rosso di Jung, ho sentito l’esigenza, direi quasi maieutica, di tirare fuori il mondo sottostante alla coscienza. Quel famoso mondo inconscio, irrazionale, magmatico, il quale se non collocato sotto la luce del sole razionale, rischia di possederti.

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