MONDO STANCO

Altitudini diverse
permettono d’osservare
seppur per breve durata
quello che torna ad esser tale,
non v’è pericolo
che si possa stabilire
tutto torna al suo posto;
il cuore pompa,si sforza
ma è pur sempre un muscolo,
il cervello si abitua
alla vita che noi
uomini di poca fantasia,
gli abbiamo destinato.
anche Dio dopo tempi indefiniti
scompare quando le coscienze
si sporcano di sangue.
L’occhio umano vede ciò
che il tempo e lo spazio
hanno determinato,
le realtà mutano
come foglie
alla fine di un autunno,
dunque a cosa mai
potremmo aggrapparci
noi essere minuti
serpeggianti nei modi
maledettamente piccoli:
nell’ unire i passi
nell’ ascoltare suoni
nel sentire il calore vicino
di un mondo stanco
e dunque la visione
d’un futuro incerto,
col tremolio di un sentimento
m’accorsi che il semplice
vivere,
bastava alle domande
di mille filosofi e cento religioni.

-Vita-
era dunque vicina la risposta.

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Luigi Finucci

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