Nadia Tezze

20140114_213016fd

La poesia di Nadia Tezze mi colpisce per la sua limpidezza. È fondata sul rapporto strettissimo, la compenetrazione, tra uomo e natura. L’Io è spesso foglia e stella, proietta lo sguardo verso il cielo, cogliendo il tremolio delle sue luci. La luna è rossa, il vento soffia sulla pelle, le stagioni si rincorrono, cadenzano il ciclo della vita, ne regolano i sentimenti. Così, l’amore diventa argomento principale, intorno al quale ruota e si svolge la vita.
C’è comunque speranza, nelle parole di Nadia, che tiene viva la memoria dello sterminio degli ebrei, per non rivivere mai più lo stesso orrore: In estate come in inverno / nel sole velato di Auschwitz / nel sole velato del mondo / siamo mostri. / Domani saremo uomini / se apriremo i nostri cuori.

Sempre presente, in questi versi, la denuncia contro l’indifferenza. Nel caos della vita moderna, tendiamo a dimenticarci di chi ha più bisogno di cure e affetto, di attenzione. Nadia osserva il mondo che la circonda, il mercato, le mele, i barboni, i vestiti, le scarpe, gli occhiali. Il suo mondo poetico è dunque composto da oggetti d’uso quotidiano e figure, che si inseriscono in paesaggi marittimi o campestri: Stamattina sono tornata al parco della “dimenticanza”. / Sull’erba del parco c’era un sorriso che mi aspettava.

Il metro usato dalla Tezze è il verso libero, ma l’orecchio non può ignorare una spiccata musicalità, un ritmo che avvicina alla canzone, soprattutto per l’utilizzo dell’anafora. L’amore, in questi versi, è di una bellezza abbagliante, ci comunica che non dobbiamo dimenticarci di noi, dobbiamo invece ascoltare il rumore che ci produce dentro (Primo amore, / toc-toc, come picchio, / batte il cuore.), anche quando muore (Soffio di vento, / sui rami spezzati / cade la notte.), perché abbiamo sempre la certezza della rinascita, se ‘restiamo aperti’: Apro l’anima / per apparir stella / nel cielo blu.

Francesca Ferrari

≈≈≈≈

  • ERAVAMO, SIAMO, SAREMO

Ieri
In estate come in inverno
cataste di vestiti,
cataste di scarpe,
cataste di occhiali
nel fango, nella neve, nell’erba.

In estate come in inverno
cataste di denti,
cataste di ossa,
cataste di morte
nel sole velato di Auschwitz.

Eravamo mostri.

Oggi
In estate come in inverno
violenze
guerre
distruzioni
nel sole velato del mondo.

Siamo mostri.

Domani
In estate come in inverno
nello specchio dell’oblio
apriamo i nostri cuori :
un fiore nascerà
un sole sorgerà
un sogno si avvererà.

E saremo uomini.

 

≈≈≈≈

  • LA GIOIA IN UN SORRISO

Ieri sono stata al mercato della frutta
e ho comprato due mele.
Una per il pranzo,
una per la cena.

Ieri, tornando dal mercato della frutta,
mi sono fermata al parco della “dimenticanza”
e mi sono seduta su una panchina.

Era freddo e pioveva.
Ma che importa!
Non avevo fretta.
A casa, nessuno mi aspettava.

Sull’erba del prato c’era un barbone
sdraiato su vecchi cartoni fradici.
L’ho guardato.
Lui, mi ha sorriso.

Ieri, nel parco della “dimenticanza”
un soffio leggero mi ha accarezzato l’anima.
Ieri, dal parco della “dimenticanza”
sono tornata a casa senza le mele.

Stamattina non sono andata al mercato della frutta.
Stamattina sono tornata al parco della “dimenticanza”.

Sull’erba del parco c’era un sorriso che mi aspettava.

 

≈≈≈≈

  • L’ORMA DELL’ANIMA

Apro gli occhi alla vita,
come gemma dalla terra.
Percorro i sentieri della vita,
come fiore al sole.
Ritorno alla terra,
come foglia d’autunno.

Lasciando una coperta d’amore
ai nuovi semi che germoglieranno.

 

≈≈≈≈

  • NELLA NOTTE

La cupola di stelle
abbraccia la luna rossa.
Una coppia di amanti
sussurra l’amore al vento.
Lo specchio del mare
danza nell’infinito.
Nell’abbagliante bellezza dell’amore
si accende la luce del cuore.

 

≈≈≈≈

  • RINTOCCHI NEL TEMPO

Soffio di vento,
nel giardino del mondo ,
muta la vita.
Primo amore,
toc-toc, come picchio,
batte il cuore.

Corro nel vento,
dentro l’anima
danzo di gioia.
Canto nel vento,
la musica del cuore
tocca il cielo.

Danza l’amore,
dalla spiaggia aironi
librano nel blu.
Cielo di stelle
abbraccia luna rossa,
vivo l’amore.

E’ qui l’autunno,
la natura pittrice
disegna storie.
Soffio di vento,
sui rami spezzati
cade la notte.

Corre l’amore
a cercare una culla
per riposare.
Il tempo corre,
sul libro della vita
foglie morte.

La morte mi spia,
come foglia d’autunno
mi lascio andare.
Danzo nell’oblio,
come foglia d’autunno
sul freddo suolo.

Stelle cadenti,
anime impaurite
senza una meta.
Sui rami nudi
i cristalli di neve,
raggi di luce.

L’anima fredda
sbadiglia e si sveglia
fiori d’inverno.
Chiudo gli occhi,
nell’anima il ricordo
di un amore.

Apro l’anima
per apparir stella
nel cielo blu.

 

 ≈≈≈≈

Nadia Tezze: nata ad Arzignano il 30 agosto 1952. Da 38 anni abito a Montecchio Maggiore (Vi).
Da 5/6 anni mi sono appassionata a portare le mie emozioni e i miei sentimenti sulla carta.
Tre anni fa ho pubblicato il racconto “La casa nel bosco”.
Nel 2011 ho partecipato al concorso letterario “Per un mondo migliore”, sezione prosa, con il manoscritto “La scatola di latta”, il quale ha ricevuto il primo premio assoluto.
Nel frattempo mi sono avvicinata alla poesia.
Lo scorso Dicembre ho partecipato al concorso letterario “Per un mondo migliore”, sezione poesia, e ho ricevuto il primo premio con la poesia “La gioia di un sorriso”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*