NON CON ME, DA ME

Ogni cosa è nota qui
ogni sedia
conserva la memoria del mio peso
e i tavoli
hanno imparato a fare i tavoli
sotto i miei gomiti
affacciati ai libri.
Ma sono successe
troppe cose
in questo posto
e quando le sere si ripetono
feroci e quiete
io mi aprirei uno squarcio
al fianco per cambiare l’aria.
Partirei
una mattina
di pioggia con il fondo dei calzoni
che succhia l’acqua dalle pozze
e me ne andrei per sempre
a togliermi di dosso
questo odor di me.
Come quando la luce
scavalcava le falesie
e si abbassava metro a metro
proiettando la valle
in fondo alla valle;
il corpo nell’ombra
che mi s’asciugava intorno
dimentico di niente
se non di sé.

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Ivano Ferrari

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