NON RESTERÀ DI ME

Non resterà di me
alcuna traccia in me.
Sarò la comparsa
effimera dello sconosciuto, il clandestino
del mio nome, l’abitante
del sosia che in vece mia
si deteriora.
Un impostore proseguirà la biografia:
il guscio occuperà del trilobite morto
e non saprà dir nulla
di questa foresta di stoviglie mattutine
del brick del latte proveniente
dai migliori allevamenti, dell’ordalia
che fa il tuo straccio adesso
nella contesa tra briciole e formiche.
E invece tu hai il vestito
dai minuti fiori che ti disegna
il seno e l’aria è avvelenata
da un’assenza senza nome.
Lo stesso so io
del tempo che millanto.
Un estraneo col mio nome ti baciava
come per ingoiarti
e poco più.
A tutti giurava
di essere felice.

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