Segretamente cantiamo

Ci nascondiamo come topi con le code infinite che spuntano dalle nostre tane arcuate poi resuscitiamo in cucina e sui muri ingialliti lasciando fuori la nottegiorno che adesso si è rischiarata all’improvviso il cielo è come un’idea e mentre il ragazzo azzurro -Grande dràgo celeste- ci sta narrando la fine delle inimicizie e il decesso del cane fulvo noi brindiamo … Continue reading

Passage

né ricordi né oblii, né questi nomi che cercano di comparire e poi scompaiono che se l’inghiotte il vento; e neanche un rumore di foglie sotto i piedi neanche un varco, dissolta l’aria in un vapore d’oro: mi tocca ripescare dentro l’ozio, finire la parola estate o prolungarne il vizio a sera nei gelati al limone che fanno più tonda … Continue reading

Mirta per sempre

Mirta tu splendida nei passi del flamenco spargi ancora la fragola ai miei sensi rosa vestita per l’infinita festa. Sei volata via nel giorno di luglio e non possiamo più vederci ma sei per sempre e mi detti questi versi invisibile icona mi parli e la mia gioia disseti nel darmi il filo d’erba della vita.

Benjamin(e)

Le piante hanno bisogno di vento Anche quelle di casa che tutto l’inverno si limano al caldo la punta delle foglie Oggi le guardo – nella vacanza sul balcone – sciogliersi di godimento in questa brezza estiva all’ombra della tenda Scuotono piano tutte le fronde una vicino all’altra come donne in spiaggia che si compiacciono nei sussurri di un segreto

8 AGOSTO 1957

Ricordi l’albero dove seduti abbiamo tolto la terra da una radice? C’era una foglia secca sotto le tue scarpe nuove, l’ho vista perche arrossivo ai tuoi sguardi: un rumore sordo distoglieva la sensazione di essere albero e non sapevo nemmeno che potessi avere un cuore che battesse così forte. Che n’era stato di tutto il resto? L’avessi chiesto a quella … Continue reading

Ampolla

Mi ricordo quando stavo lì abbracciato alle mangrovie con la bocca spalancata a mangiarmi tutto il cielo. Dall’alto, poi, come due comete, venivano giù i miei occhi la pioggia batteva nell’anima, nell’ampolla dove rinascevo come un piccolo aviatore con le eliche nel vuoto. E mi consumava l’impatto di un miracolo mentre scendevo simile a una lacrima di tuono.

Figure

e non soltanto gli occhi, quelli davanti al giorno che muore: mi prende la parola, il gesto, ed ogni resto di luce incastrata, l’ora che in un suo giro d’onde mi ritorna: e riconosco i suoi sottomarini, la gioia che inchioda l’acqua e più su, le vette avvistate lamelle della malinconia. Son’io lo spazio prolungato, il volto venuto dalla sabbia … Continue reading

Mosaico

Aspetta, tu, che vuoi assumere pupille meno taglienti dammi il tempo necessario a immergermi negli alibi aspetta almeno che ti prenda l’aria e se mi allacci a una lacrima può essere che fiorisca l’inferno fammi sapere del mosaico dove ci uniamo i frammenti quello dove costruiamo idiomi molecolari dimmi, tu, se sotto al temporale c’è ancora un tuono in grado … Continue reading

Le amiche

Per questa salita non ci sono ritorni, solo gradini. Qui ci si incontra in sottotono fra gli specchi del caffè Torino che moltiplicano ombre e candele esasperandoti la gonna finto-vintage dove il rosa non fiorisce. Fuori sempre gli stessi marciapiedi, da fumare sognando uno qualsiasi dei tanti altrove che sanno di narghilè per turisti; quel punto di te che nessuno … Continue reading

“Lo scatto della lucertola”, di Tiziana Marini. Riflessioni.

Non sempre il titolo di una raccolta poetica risulta così aderente e organico al tema conduttore in essa contenuto. Parafrasando la Dickinson, alla guisa del bandolo “d’argento e di perla”, il titolo scelto rammenda e lega i testi presenti: parlo de “Lo scatto della lucertola” di Tiziana Marini, raccolta edita da La Vita Felice, 2016, con la prefazione di Sabino … Continue reading

A Mirta

Sei volata via, suicida gettandoti nel vuoto dalla Reggia di Caserta. Sapevi di non avere ali. Poi ti ricorderò così bruna e così donna. Sei cometa nascente in galassie, sei sempre Mirta, La tua mente azzurra e affilata il tuo pensiero, anima di Dio, per altre resurrezioni nell’interanimarti ancora alla villa al giardino a me.

PREFERISCO DORMIRE

DOVE CORPO È BARRIERA lì siamo io e te a un capo e all’altro della Terra non una mano che scivoli alla gota ma la voce che avevi a occhi serrati l’incideranno questi martelli su emozioni vi(ni)li parole grigie il bianco e il nero. E siamo ciechi * TUTTO A MORIRE tutto a scemare, ma domani pioverà forte e l’acqua … Continue reading