rumori di fondo

prima viene il pensiero, l’accumulo dentro:
la parola che pesa milioni di ipotesi e avanza un suo piano segreto:
sapere che dentro c’è un arrivo;
poi rompere l’aria, sentire i rumori di fondo: come se tutto fosse da verificare:
girare i corpi, colmare, combinare: finire risucchiato in una gioia selvatica.
Comincia così l’inganno di scrittura: felicità insaputa di bagatti senza nessuna meta,
senza neanche una guida che indichi il fiato, la vecchia cucitura.
E la parola sale, da bocche antiche, s’aggrava,
per ogni filo d’aria e saliva e tiene insieme i morti, i vivi, gli dà casa: reato,
indizio di salvezza.

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Giovanni Perri

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