Sarò devota, Madre

ho camminato nel luogo dei fiori
e compreso che per sopravvivere
sarò devota alla tenerezza, Madre
devota alla nitidezza e all’affanno
dei bambini quando giocano
fino a che il sonno vince
come qualcuno li spegnesse d’un tratto

sarò devota alle ombre morbide
di chi ho perduto e mi accompagna
forte del seminato quando luna era crescente

devota al vento che soffiando verso la costa
innalza il livello del mare sui litorali, devota al pane
mentre lievita sotto un canovaccio bianco

sarò devota all’amicizia
al non accontentarsi, alla rugiada del mattino
al gattino che s’insegue la coda
e mi ricorda l’uomo quando cerca ovunque
tranne dentro se stesso i doni della Madre

sarò devota a me stessa
per onorare coloro che mi amano
perché in questo luogo dei fiori
dove ogni fiore è un luogo
la cura, pur se piccola, è ricambiata con amore

amore, parola delicata e imprescindibile
forza di marea che non si arresta
alla foce dei fiumi ma li risale

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