Sei Afrodite

Sei Afrodite che le aurore coniugali
si provano a sbiadire e invece dura
nelle gambe, nella schiena, nell’odore
(quello più di tutto) buono
delle tue acque di dea
e del tuo fieno.
So bene che Aurea, Callipigia
sono ormai nomi di molte;
mammellute che pullulano
con la loro dotazione
d’anagrafe e boccucce
neanche fossero frecce queste
con cui Eros può appiccare il fuoco.
Ma so altrettanto chi è per me l’Anadiomène,
l’unica, la Citerea, e la studio posarsi
anche adesso
sulla sedia, spostare il peso
sui glutei, sulle cosce, chinarsi,
schiudermi e chiudere le baie, aprire
le ali e ripiegarle in un invito
che nemmeno sa di fare.
Così mi cresce la sete guardandoti
e il timore insieme di non poterti bere
e la sete e il timore e la sete
che spaventa e il timore che mi asseta
finché bruciare al tuo contatto
non resta l’unica cosa di cui m’importa
in terra.

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