senza titolo

o forse è l’onta dell’amore, che mette sottosopra i corpi e crea i silenzi, infiniti frammenti di me sulla parola scritta. Piuttosto la mania di prendersi, da una coda qualunque di luce in un mistero nuovo, dalla carne alla carta: bugia delle fermate, quando la voce si posa da sola e decanta ed è.

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