ALEPPO MUORE

Ogni guerra porta il volto di un bambino in primo piano questa volta sulla fronte c’è la crosta della terra spappolata dove il sangue s’è rappreso e ha fatto corpi rannicchiati sulla gota dolce in fiamme scorre il vivo agonizzante sotto al naso l’aria marcia delle fogne aperte ai raid. Leishmaniosi tifo e getti di colera fanno fiumi di liquami … Continue reading

Ridi

Ci siamo messi un rametto fra i capelli – un rametto per uno – che spero ti distolga l’attenzione dai miei mocassini senza calze; il tailleur è freddo, e veste goffo nella luce umida del dopopioggia. Sorridere abbracciati in questa strada lucida di guerra assorda come una vetrata improvvisa che s’infrange nel sonno; però ridi e spendi tutte le tue … Continue reading

Lettera a Babèt

C’è questa luna morsicata in mezzo al cielo e stanotte illumina ogni cosa. Io mi chiamo Andrea e stanotte mi sono perso, stavo cercando qualcosa che adesso non ricordo, non ha importanza, era già strano pensare di trovare qualcosa nelle profondità dei tuoi occhi, quindi il non trovare niente non mi ha particolarmente scosso, tornare indietro da quell’abisso, ecco, la … Continue reading

I PUNTI FERMI

colle linee che li uniscono disegnano perimetri entro i quali posare una mano o provare a danzare. Amo le forme chiuse dove andare anche ad occhi bendati ma non c’è fiducia intorno solo in me che imbocco per sbaglio l’uscita per via di un cambio di coreografia * Dissi vita mia sei bella come il silenzio sei silenzio che attraversa … Continue reading

mettiamoci in fila

Si facciano avanti le madri, i padri, i fratelli maggiori le mani sporche di terra, gli occhi che scavano dentro le spalle dritte e le gambe veloci. Si facciano avanti i sogni musica, poesia, i rami sciolti nei cortili d’autunno le paste alla crema e i copriletto della nonna ci serve protezione contro le bombe e non posso essere altre … Continue reading

Protesta (di Hasan Atiya Al Nassar)

    (da Il labirinto)   Ai tuoi occhi lupeschi la notte protesta. Una fanciulla viene dalle coste dell’acqua e dal mare delle ceneri delle città che non sorridono. I suoi occhi timidezze oppure una camicia grigia. Ma acqua, mare, sale, le spiagge protestano. Tu fuggi nella tenda dei treni tranquilli. Dice la guardia serale, la città chiuderà le porte, ma … Continue reading

Delirio (di Hasan Atiya Al Nassar)

    (da Il labirinto)   Chi ricorda quell’ora della notte? I soldati del mio tormento, inerti, sono fili di vento e di neve… febbre della tua memoria cieca, della tua spada pazza. Sono queste ombre volanti, questo brivido segreto nel corpo. Sono questo rovesciamento nella terra del paradiso, sono quelli che infilano una vela nel cuore dell’inferno. E persino l’ultima … Continue reading

Per te (di E.11)

    Ciao. Io sono una poesia per te. Scusami se sembro stupida o banale. Mi hanno scritta per starti vicino; leggimi quando tutto il mondo scompare e ci sei solo tu e le tue lacrime e i tuoi singhiozzi e la tristezza e il dolore. Io sono una poesia per te. Mi hanno scritta per dirti che le tempeste … Continue reading

dalla parte dei lupi (di Maria Desiderio)

  http://caosinblu.blogspot.it/     Nei tombini, sotto i ponti, prigionieri in scatole di lamiera infuocata, masticando rabbia, sputando negli angoli… Sulle ferite…si sciolgono arterie di sale… Nelle occasioni perse si vedono occhi morire, dietro lenti di colla e morfina, spenti nella scelta semplice… Ci si tira dietro le macerie di città perdute, portando sulle spalle resti di sorrisi insieme alle … Continue reading

Terra nella terra (di Hasan Atiya Al Nassar)

    http://www.deapress.com/culture/letteratura/14774-edizioni-dea-hasan-atiya-al-nassar.html   (da Il labirinto)     Avevi tagliato i fili dell’acqua lontano dalla nostra tenda. Eravamo stanchi. Non abbiamo mangiato niente, non abbiamo visto da lontano una mela, era tua. Ma perché ci hai messo nel fuoco del peccato? Ci conosci? Ma perché hai inchiodato i nostri corpi come i trofei degli sconfitti o dei vincitori? Hai appeso … Continue reading

NO РУТИНА (2011)

    esplode una piccola, Apocalisse di Fukushima giorno per giorno – dai brandelli dei nostri quartieri …cada dìa.. cada dìa..   SENTITEVI BELLI perché si trasuda una guerra. potenza cingolata dell’esistenza di rimorchio al bollettino dei caduti; oggi dì – ancora e come ieri sotto il maggio sordo dei lavoratori …cada dìa.. cada dìa..   non v’è deflagrazione atomica … Continue reading