PARLIAMO PIANO

la voce impolverata del crepuscolo ci stringe forte. È un momento, un passaggio. Si fonde alla notte e abbaglia. Lo senti gemere? Avvolgimi con vicoli senz’occhi e uscite chiare nel cuore * ALI CHE BUCANO LA TERRA gli sguardi verdi ad un novembre ancora fuori casa ma prossima è la veste di fermenti notturni di brina che all’alba imbianca ogni … Continue reading

PREFERISCO DORMIRE

DOVE CORPO È BARRIERA lì siamo io e te a un capo e all’altro della Terra non una mano che scivoli alla gota ma la voce che avevi a occhi serrati l’incideranno questi martelli su emozioni vi(ni)li parole grigie il bianco e il nero. E siamo ciechi * TUTTO A MORIRE tutto a scemare, ma domani pioverà forte e l’acqua … Continue reading

AVVINGHIATI ALLE PIETRE

arrotolati al chiodo mal riposto nervi tra ruggine e sabbia la coda vi tradisce all’ombra della sedia e noi a riparlare dei rapaci possibili dei rantoli che corrono sul rischio della vita in fasce vista dal picco noi su gradini cotti nella polvere ma mai troppo puliti noi qui a ricorrere al garbo alla lentezza al fato. Qui con un … Continue reading

TI PRENDO ANCORA

da questa parte se non riesci a dormire se non trovi la pace ché le gambe lo sanno quando mediti il sonno e non trovi un adagio per il cuore * SE TEMI LA VERTIGINE allora non entrare nel buio della pace che medita su te ombre e punti di luce ché si trova una via un risucchio, se conti … Continue reading

Così è

    Sto qui sui silenzi di laguna a sbrogliare reti di una pesca lontana, l’aria passa spettinata di sale trascinandomi negli occhi il giallo dei campi di colza. – Così è maturare le cadute nelle piogge senza ombrello e rendersi abitabile nell’ora tarda di un registro che cambia annegando in gola ogni compromesso. – Così è dove ti ho … Continue reading

Il vento del mare

Ci sono giorni che l’intonaco mi si scolla dal volto; e accade quel tutto che si aggruma e si vetrifica come gli occhi di certi santi di legno che contendono al dolore il salso; quell’odore che di me si porta via il vento del mare nelle ore disabitate.

Domenica 19 Marzo

Ieri una busta chiusa è emersa dagli occhi di una bambina. Dentro, la forza fresca di un torrente senza direzione. Un rivolo pungente che spezza il calcare delle mani. Fraintesi l’amore di un padre, tempo fa, tollerai la mia paura ma poco dopo la calma del tuo donare, ho rivisto un cimelio scritto, con sopra ogni cosa buona Dove anche … Continue reading

L’abito color avorio

La testa, le mani, l’abito color avorio. Stanno lì, sospesi sulla gruccia in attesa di dimenticarsi a vicenda. In questo purgatorio di scarpe spaiate la radio a valvole tartaglia In the mood appannando i vetri e tu dipingi fiori recisi, improbabili fiori per inventarti la vita dentro una morte che non profuma  

Soul

  La trasparenza di un filo sceso dall’occhio del cielo passa l’asola della mente e canta in gola – grazie infilando gli anelli della colonna vertebrale, ad uno ad uno riassorbe detriti karmici per danzare senza veleno nella ruota di un pavone dove la notte è giorno e il giorno è la notte; aderenza perfetta al ventre sacro di Madre Terra.

E ORA DIVAGA E TROVATI

fra le nuvole sparse acciuffati per un orecchio senza inventare scuse e infilare le dita in acque che non ti bagnano le coste. Non ripetere più la lingua sconosciuta dei marosi che credi tuoi ma incoraggia la bocca ad aprirsi sulle paludi dopo averne compreso l’umore ed averlo vestito come pelle che sotto strati d’occhi rimarrà ad amare con te … Continue reading

Per Dire

    Se ti dicessi che a volte è così facile perdersi tra una stanza e l’altra, bucare con le dita il vuoto nella pausa sostenuta dallo sguardo barcollando nell’indugio fin dove l’alta e ribalta offre il suo spiraglio, tuttavia, infilare la tentazione sottraendosi  dalla luce accesa anche di giorno dentro mura dov’è sera e infine trasecolare, smerigliando l’aria.

Nel tuo ricordo

    Permetti alle sonorità latenti di trasfonderti l’effluvio dei lilium, a compenso della poca luce desiderata. Prendi fiato pensando a quante stazioni ci separarono e a quanti nidi d’ossa avresti potuto assomigliare semplicemente abbracciandomi; a quante ombre ti si confonderebbero addosso, ora, se non ci fosse la neve.