pendolari (2003)

  ma non sopporto gli occhiali da sole, lo sguardo furtivo di due lenti appannate.   preferisco ricamare sogni al vento di marzo appena nato.   nessuno siede piuttosto: riempiono – a quattro a quattro – il vagone rimasto dei loro sbadigli e passi perduti   è un esercito a mani alzate che avanza…    

Delirio (di Hasan Atiya Al Nassar)

    (da Il labirinto)   Chi ricorda quell’ora della notte? I soldati del mio tormento, inerti, sono fili di vento e di neve… febbre della tua memoria cieca, della tua spada pazza. Sono queste ombre volanti, questo brivido segreto nel corpo. Sono questo rovesciamento nella terra del paradiso, sono quelli che infilano una vela nel cuore dell’inferno. E persino l’ultima … Continue reading

Nel forno iracheno

    In impronte di rovente azzurro bruciano tempo e cumino. Cappotti sfondati dalle pieghe, di una città rotta strappata e ricucita, da fili di rame oltre la miseria. La caverna delle bocche avvolte dal fumo e dal suono… Duro come il cielo trema. Tracce di oriente nelle strade nella mani scavate in freddo farina e braci… Si colora in … Continue reading