Moby Dick

Perché mai lasci il sorriso sopra il ciglio della porta? Entra come un bambino a riferire dei tuoi giorni. Un poco, un tempo, un secondo che ti avanza del passato. Poiché non c’è pace per Noi che oggi sogniamo la grande balena bianca tra ami d’attese e bandiere tradite. Noi prestiamo fede al miraggio del diurno in un covo di … Continue reading

#29 – The Factory

  Ho lasciato l’emozione muta Caduta sul fondo nelle bassezze dei giorni a respirare ignobili congiunture. Questo gioco così amaro ci è stato inculcato sopra i banchi della fabbrica dove il cesto passa, o se passa… Passa sopra la lettiga, sopra il nastro trasportatore; ogni cesto, passa, con l’etichetta e addosso un nome da dimenticare nel più desolato silenzio che … Continue reading

Dump

Hai occhi disperati storie da raccontare; racimoli specchi e riflessi da riportare. Ma no: la strada ha già sprecato ogni Tua scorciatoia. Permettimi di aggiungerti alla scoria fuori porta. Permettimi di sparpagliare ogni Tuo resto. Permettimi di bonificare ogni singolo sorriso. Hai poco da dire poco di una storia quasi nulla di una vita intera. Hai occhi disperati E io … Continue reading

#22

Sai a rifletterci bene ho dato quel che potevo. Non mi sento in colpa per avere offerto ogni energia che nel petto lavoravo. Ho capito che, quando ho aperto le braccia in molti si sono accodati con la forza di chi vuole male E che se forse le cose rapidamente cadono non tutto è finito veramente così in basso quanto … Continue reading

E io sono qui.

Ti guardo giocare racimola giorni nei pugni. Così hai nutrito l’alba, con il cuore nella mano in una finestra fissata tra sogni, scricchiolii e desideri. Nel celeste si apre il tuo fare; lontano si schermano afflizioni… Un corso, specchia ginocchia sbucciate nascita e paradiso. E io sono qui.

Ricominciare

Vorrei ricominciare a scrivere con l’illusione Trovare parole e cemento su guanti calzati per caso. Vorrei, un sodalizio dal calmo spazio dei colli al lastricato pattume in quartiere. Riunire l’inconsueto gioire di molti alla calma afflizione dei preti. Redigere da questa pantomima riaccesa o dal silenzio di qualche defunto l’inganno.

#8

Noi, abbiamo mani che si chiudono per sempre. Parole di gioia solitaria che attraversano follia. Il marciapiede si erge ispido, tra me e te; un metro di cemento o poco più, sembra sprofondarci in un limbo senza amore. Noi, camminiamo a passo ritmato separati camminiamo e annaspiamo. A tempo serriamo finestre già chiuse per poi spalancarle in questa o quella … Continue reading

God Smack

Sono steso sulle rotaie… Ho l’odore del ferro. La morte anche appesta di ferraglia; E tutto assume una certa importanza come quando il cielo gioca con la rondine mentre lontano romba il tuono. L’erba flette tra una traversa e me sdraiato; l’odore del verde trasale nelle nari. Chiudo la bellezza mentre un fischio mi travolge.  

#5

Una donna attende mentre fuori l’uscio sbatte ed il furore delle cicale scuote l’aria che dimena. Non cercava un uomo Lei calava nel cerchio con lingua che ardeva. Il silenzio dei seni sudati, il fare pubico delle anche incastonate come gemme o tesori schierati nei sogni d’onde sporche e troppo amore. Un insetto griglia sulla lanterna appesa che balugina e ferve di … Continue reading