La gabbia

C’è una mia costola che aspetta, un’altra è rampicante. La terza è il lenzuolo vecchio che è volato via perché avevo dimenticato le mollette e l’ultima sei tu, che continui a cedere scoprendo il cuore: un fragile contenitore di voci. (Ph: Laura Makabresku)

A metà

Ti ho amato come si amano gli angeli: a metà. Un’ala spezzata ha fatto da cornice. Forse avevo paura di rimarginarmi presto – ed era terrore, il mio – o forse temevo il logorio dei passi su quel lungo tappeto disteso fra la follia e l’abbandono. (immagine: Robert Rauschenberg)

T’ASPETTO DALL’ALTRA PARTE DELLA PORTA

dove il cielo è realmente azzurro e le catene sono anelli che indipendenti fluttuano dove la gioia dell’assenza di peso è luce da donare e il canto degli uccelli è trillo interiore. In questo mondo capovolto dove la mente si spacca e s’apre versando nettare e l’essere nudo si mostra senza paura t’aspetto. Laddove le ali per una buona volta … Continue reading

La voliera

Il giardino e la sua gabbia vuota, da riempire coi silenzi. Parlavi sempre dei silenzi, tu; di quelli che non dicono, che scavano fossati, che distendono in bell’ordine le ciocche tagliate e ne fanno corde per i polsi. Parlavi di silenzi che non so. Mi resti, ora; con le parole che non avrei voluto e questo pianto di neve sui … Continue reading

L’abitudine

Mio malgrado, sei. Sei le sbarre alle mie finestre, il foglio bisunto che cade; il rosa antico che ingiallisce ai bordi nel caldo malinconico da appartamento. Tutto questo ha un suo rumore, un suo peso specifico. Leggero abbastanza da farne barchette che puoi schiacciare sotto un passo un po’ più lungo se la pioggia ci mette tempo a liquefarle. Per … Continue reading

Souvenirs

Arriverà finalmente il giorno in cui tutta la nostra storia sarà scritta dentro un brutto portachiavi di plexiglass; allora guarderemo le nostre cotonature in formato 9×13 senza sentirci sopraffatti. Continuerai a regalarmi boccette di zagara e chiavi di serrature cambiate: tutte cose che potrebbero salvarci. Ma al momento mi serve spazio. Io stessa ricetto polvere in attesa di qualcuno che … Continue reading

Seminare il buio

L’unica mia luce: il riflesso delle bugie fra le scapole dorate, le candele dei ristoranti panoramici in una sera dove niente ha sapore e dove spugne imbevute d’aceto nutrono le vene vuote delle orchidee per qualche ora; poi, sarà il morire oppure no; non ha più importanza. (Foto: Alfred Johnston)

La casa dei venti

Hanno portato via gli specchi, i bicchieri dal lungo gambo e il vapore del caffè fatto fresco che ingialliva i tuoi fiori di stoffa. Nudo di sole il muro ricorda le ombre che amavi: una piccola testa ricciuta, l’angolo di un finto Velàzquez, la tua vestaglia d’estate dimenticata appesa. Non rimpiangerle. Come l’aria troverai nuovi modi per confonderti con gli … Continue reading

Movida

Usciamo. In larghe fascine raccoglieremo i rami secchi dell’inguine per non sentire il nodo che ci stringe. L’incensiere manda fumi: la sola notte possibile è quella che il tacco non dice. Così – prosaicamente – il cielo spegne intonso il volo delle luci su un epilogo di occhiaie e di albe stinte. ( Ph: Monica Galvan Photography)

Impasse

Quello che non sapevo è che anche le cornici s’impolverano qualche volta; e hanno l’odore dell’amore rimasto in gola, quel dolce triste della frutta cotta nelle cene ordinarie. Noi. Noi e i silenzi. Noi e gli alti specchi. Noi e il muro dei quadri grandi e brutti che dovevano esserci. Fuori, invece. Fuori c’erano i gelsomini di notte e tutti … Continue reading

I PUNTI FERMI

colle linee che li uniscono disegnano perimetri entro i quali posare una mano o provare a danzare. Amo le forme chiuse dove andare anche ad occhi bendati ma non c’è fiducia intorno solo in me che imbocco per sbaglio l’uscita per via di un cambio di coreografia * Dissi vita mia sei bella come il silenzio sei silenzio che attraversa … Continue reading

iiiiiio

Credevo E bada, credevo ho detto Che la notte fosse più scura Che il mio starmi accanto Consumasse l’aria di questa stanza vuota Credevo Che io con me non bastassimo Dispari come siamo Da sempre Da sovrapposti ora Sembriamo uno E bada, sembriamo ho detto Credevo che cercare Quel nessun pezzo mancante Fosse abbastanza Per farmi dormire E svegliare Credevo … Continue reading

Velvet

Cercami dove tutto finisce. Lento è il lavorìo dell’alga; ossida le chiglie nel canale. Mentre io fiorisco ancora negli autunni di mezzo, quando le ore sono asfodeli sotto i porticati e il pettine odora di colonia per bambini. Ho voluto un nido oltre le cortine, sulle rocce a strapiombo, un vecchio merletto per proteggermi le spalle come fosse ombra.

La ringhiera

Mi basta un semplice polsino sformato per nascondermi coi fazzoletti sporchi; sono passati giorni dall’ultima volta che ho contato i cento colpi rimasti sulla spazzola. Colpa del mortaio, che mi trasforma in una macchia feroce mischiandomi alla sabbia, a drenare inguini gelati e umori retinali. Chi sono io? Tolto il frammento alla finestra chiusa restano   rifrazioni   e unghie … Continue reading

d’un dio (2009)

  Dioniso che m’incanta e che mi tramortisce lo rivedo in mille storie che non so – se lo cerco in questo angolo di casa lui mi sfugge e lo ritrovo in una piazza in un’auto o in un locale – che mi schiaccia e che mi sbatte in faccia la sua stirpe più estasiata in libertà perso dietro ad … Continue reading