E ORA DIVAGA E TROVATI

fra le nuvole sparse acciuffati per un orecchio senza inventare scuse e infilare le dita in acque che non ti bagnano le coste. Non ripetere più la lingua sconosciuta dei marosi che credi tuoi ma incoraggia la bocca ad aprirsi sulle paludi dopo averne compreso l’umore ed averlo vestito come pelle che sotto strati d’occhi rimarrà ad amare con te … Continue reading

OLTRE LA STORIA E I TERREMOTI EMOTIVI

oltre l’anima lo spirito la coscienza le costruzioni già viste oltre la luce contro la quale sbatteremo la testa oltre il buio il silenzio vischioso e musicale il frastuono e ogni agente atmosferico e il sole e la luna e le stelle oltre l’Universo tutto il Nulla l’essere o non essere l’uomo l’animale la vespa l’esistenza il buono il cattivo … Continue reading

Interrotta

Guardate: hanno di nuovo decapitato le stelle. Ehi, voi! Cielo! Toglietevi il cappello! Me ne vado! Sordo. L’universo dorme, poggiando sulla zampa l’enorme orecchio con zecche di stelle. Tratto da: La nuvola in calzoni (1915) Vladimir Maiakovski Per poco l’agave mantiene il sodalizio. Le mie stanze sono di cinabro rifiuto. Nel catino bestemmio l’amputazione precisa l’improbabile siero l’incendio appiccato gli … Continue reading

CREDO NELL’UOMO

in ogni uomo in Dio come seme di luce nel mortale nella persona di Gesù come portatore di bene e non di buonismo nella pace nel bambino nella Natura nell’Amore e nonostante la valanga che ha preso velocità verso valle credo che a valle una futura città sia già pronta a costruire fondamenta * Uno da incontrare per l’ultima volta … Continue reading

DOVREI DORMIRE

non vedo nessuno e nessuno vede me. Ho scelto una strada fitta per non tradire la lucentezza che cela in lontananza desiderio e stanchezza specie ora che la densità smembra il trave nell’occhio e liberati i fantasmi e le ombre danzano mentre viscere s’avviluppano nel tremore intenso che arriva fino alle ciglia * Un cono d’ombra fa riposare il sole. … Continue reading

Recensione a “Muro di casse” di Vanni Santoni, Solaris – Laterza 2015

A pagina 11 la definisce – o meglio la azzardo, e tu interpretala nella direzione che preferisci: – …la cosa migliore realizzata dalla mia generazione.; e un po’ più avanti cita Deleuze insieme a Guattari, autori di riferimento per quella Nietzsche Renaissance che ha attraversato anche le due decadi a cavallo del terzo millennio. Decadi che hanno visto sorgere e … Continue reading

C’è sempre stato

C’è sempre stato un punto fermo nella solitudine Abbiamo solo dimenticato che il resto del mondo ed alcuni pensieri ci abitano C’è sempre stato il volo triste o uno sguardo deluso Abbiamo solo trascurato il significato della caduta vorticando braccia ed occhi nelle giustificazioni C’è sempre stato… Dobbiamo solo generare e farci dono Racimolare e poi fiorire  

Noi (dissimili)

Qualche volta abbiamo avuto giornate strambe mia vecchia pubertà A noi che oggi siamo trincerati come topi in balze di stracci, concedo le meste ricordanze Noi che siamo taglio e offendiamo la volontà scivolando, con netta incuria sulle somiglianze Noi che non apprendiamo dai simili fremiti che incordano parole e opulenze nei cori spianati noi, rivanghiamo cammino con testa china … Continue reading

SON PRONTE LE MOLOTOV

(dalla raccolta ‘Frattaglie’) Partendo dal riccio ribelle che acciuffi e ti sfugge va’, se devi andare. Son pronte le molotov. L’incendio s’appicca da solo oramai. Dal poro-cannuccia si ciuccia l’ossigeno. (Quel poco rimasto su questo fottuto pianeta.) Guardiamoci bene nei bulbi stampiamo quintali di risme, intasiamo le ram. Verrà un big blackout sulle nostre falangi? Parole neonate cadranno su carta … Continue reading

La banalità del Male

Ora che vedo, pronuncio sul banale Questo perno a soliloquio dietro il male E vi addossate meschini con le braccia a palafitte raccogliendo il vostro odio dalle morti d’innocenti Ci fossero tuttora onde sufficienti a massacrare! E’ vostro il vento che s’innalza vostra la vergogna delle gogne; quel sibilo che appesta negli abissi sporchi sangue e umiliazione a sferzare sui … Continue reading

TESORO MIO, STO PER CROLLARE

Tesoro mio, sto per crollare. Ho camminato tutt’oggi sotto al sole e mi bollono i piedi, ho fatto scale senza portare a casa un briciolo di sale. Sto per crollare, sto per crollare ma dove trovo la forza per parlare? T’abbraccio forte, ti bacio tutto. Io vado a letto. Fammi sognare painting: Fuco Ueda

Qui

A volte si ha senso unicamente nel disagio Perché si pretende una cura alla verità dilatata di una disfatta Ho ancora da raccontare: ma nostalgico mescolo desiderio in un gioco dove solo tacciono bambini Questo non è un occhio… è una caduta indefinita è una cavità da infilzare è un silenzio che reclama; as-si-dua-men-te! Non avverto che polvere posata sui … Continue reading

spesso stentiamo (2004)

abbiamo il senso della vita in mano – ma costretti a soffrire dovendo decidere le sorti dell’uomo – stentiamo nel trovare moventi che ci inducano a un prossimo ragionevole atto di psicosi di gruppo.   è per questo che un giorno scardineremo e dissolveremo la loro essenza: la loro apparenza esattamente la nostra morte.   per quanti volessero mettersi all’ascolto … Continue reading

Non è Facile

Non è facile capire Il vecchio freddo lo ascolto in sordina E le mie tasche vestono l’astuzia della polvere Sanno sempre come estirpare In quel vento, ogni giorno Il fiutare di cani e il ringhio rugoso Non è facile sapere come cadono le gocce E quanto l’acqua disturbi in slanci di ordinaria integrità Di come tutta questa liquida espressione di ferma … Continue reading

L’ultima corsa

È così l’ultima corsa. Un volo che ricorda qualche passo; a volte un sorriso. E dimmi poi ora che abbiamo staccato Se ne è valsa la pena Avevamo sempre fretta Lo ricordo bene e parlare con questo silenzio sembra non funzionare tanto quanto allora Perché il destino è più veloce delle parole e loro taciute oggi non hanno più ragione … Continue reading

Tu Credi

Tu credi alle fate. Racchiudi gessetti per sfumare sospiri Tu hai: una mano nascosta nel buio di una chiesa Ed occhi socchiusi sulla mezza luna Non fai differenze e le tue speranze sono vane ahimè Non un pianto ma neanche un sorriso poiché Tu credi all’ irreversibile Ad una strada prossima alla caduta Al mormorio della cascata tra rami biechi … Continue reading

Paralyzed

Come è finita male La verde sposa calpesta i suoi gigli Mentre all’angolo siamo fermi tutti Dietro un taglio isolato dal mondo in quei giorni sospesi nei piedi. lì ora: il sole ai capelli, la voliera negli occhi [una gabbia che scuote giunchi d’ossa e ferro] Poche ore da ospitare nelle scarpe ancora. Un colonnato ci attende a sera immobile … Continue reading

Duemila quindici anni

Resteremo tutti come mele appese: immobili La polvere degli anni rappresa sul torsolo del petto in un lento predicato di pezze scucite d’usura e violenza Della polpa di un tempo piangeremo un addio spremuto dal ramo secco, come una via da troppo esplorata Sono incredulo a volte e Vorrei essere ottimista. Schivare strali di sorrisi o allungare braccia alla ricchezza … Continue reading