Tempi Asincroni

red

Del tempo asincrono ho scorto
ripartite scolature in fremiti
vissuti d’errore

Esposti momenti traumatici
come solide dicerie suburbane
ricoperte da luci al neon spaziale

Avvampati fumi neri
di fornicazione austera
dietro sfridi bui
d’occhi multipli d’alberghi

Che di città e di cadute genesi
valanghe di [TiamoTiamo
sola ed unica LolaLola MaryJane]
come braccia ferree e rigide
su petti canuti e cronici

Che chiarificate profezie
di cosce infinite
bianche d’amore e burro
Di distrutti steli
sulle opime soluzioni
d’una pace impossibile

Che pregando Dio e le dottrine sconc’altisonanti
e mantra d’ogni diluvio perseguito
d’ogni eresia delle labbra
sopra le vene tese ed urla cieche

Che cazzo e marmo e muscoli pompati
e cervello smunto in occhi cinerei di buste Coop
come espressione invernal_mattutina di fastidio

Di strade e vicoli e pozze di fango
[son tutti lì i miei sorrisi]
su gioie già stese nelle corde stirate
da chitarre impazzite

Di porte schiuse all’Alba
in bar senza chiusura
E minigonne danzanti
sopra le punte del Ca (p) o

Che periferia e vecchi allucinati
a raccoglier gomitoli per strada
tra i tombini nascosti dell’anima

Di Sveglie DlinDlonDlan metropolitane
Ed estasi sui finestrini sigillati dal sudore antico
Attendendo l’aria fresca anche fosse per istanti

Che di quelle libertà parlate – tra scimmie
e scimmie carponi sopra ceci puntuti
nei ritardi all’entrata della sola Chiesa

Che di carta straccia e lugubri senzienti
allitterati sbadigli sopra i salotti del cranio
elevati alla lettura omnia di Dio

E di verdi pubici e scivoli a mezz’aria
come corse fatte in moto verso il paradiso
o povere storie d’ incesti macedonia
nei supermercati della perdizione mentale

Del significato, che man mano svilisce
tra rotaie rumorose di parole al catrame
Sincopate sinagoghe d’oral giustizia dei sensi

E gioie ed odio e testimonianza
del far lettera [testamento baciato]
nel ritmo che sferza gineprai
come auliche stille d’amor
– le cadute lacrime –
ed il racchiuso senso
di disgusto che
incontrastato
mi regna

 

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Informazioni su redent Enzo Lomanno

Redent Enzo Lomanno (Vincenzo Lomanno) nasce a Moncalieriil 05-04-1976 e vive attualmente a Roma. Scrive inizialmente per svago, raramente, poi sempre con più intensità. La poesia è per lui un qualcosa che va al di là di un semplice tratto: è una cura. Nel 2012 fonda il movimento Bibbia d’Asfalto (http://poesiaurbana.altervista.org/) insieme ad altri redattori e scrittori del Movimento, promuove diverse iniziative finalizzate alla socialità e all’arte, tra cui la rivista culturale quadrimestrale Bibbia d’Asfalto con la casa editrice Kipple officina libraria. I suoi testi sono stati pubblicati su vari blog letterari, Antologie, riviste specializzate (Pastiche, Versante Ripido, Almax Magazine ed altre). Ha pubblicato con Matisklo edizioni la raccolta poetica "Una Piuma a Babilonia" e "cicuta" con Terra d'Ulivi Edizioni. Collabora attivamente con 100 Thousand Poets for Change e con altre associazioni quali sicilia.punto.poesia e Revolutionary Poets Brigade.
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