Tramontana

Sto ascoltando il vento:
fa un grido che caccia un gelo
dalla bocca
e soffia via la baraonda
che liscia l’erba, spazza le nuvole,
restituisce il cielo,
costruisce piccole onde nel secchio
riempito
dalla pioggia della notte:
è un piccolo mare in tempesta.
La mucca Carolina
non vorrebbe rotolare giù fino a valle
fa un dietrofront
che manco Hartman
il sergente di Kubrick
potrebbe ottenere con un urlo.
E io sto qua, in questo nido,
come un animale che si appresta
a raccontarsi le favole.

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Informazioni su Massimiliano Moresco

Ho iniziato a scrivere poesie nel 2012. Prima non avrei sognato mai di dedicarmi a questa forma di espressione, in quanto preferivo altre forme di comunicazione. Tuttavia, come una specie di folgorazione, dopo aver riletto lo Zarathustra di Nietzsche e il libro Rosso di Jung, ho sentito l’esigenza, direi quasi maieutica, di tirare fuori il mondo sottostante alla coscienza. Quel famoso mondo inconscio, irrazionale, magmatico, il quale se non collocato sotto la luce del sole razionale, rischia di possederti.

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