Tu non puoi morire

Tu non puoi morire

mio dio,

non puoi scendere in picchiata

dal palazzo fascista

e ballare al contrario

Tu non puoi morire

in questa notte bianca

tra le moschee afose

in questo inverno senza camicia

Ti sei nascosto nella parte

più calda del mio maglione blu,

batti a stento e come una mano

alla finestra il tuo saluto sembra

così lontano

oh, così lontano

Poeta, tu non puoi morire

ti sei circondato di lupi neri

senza ispirazione,

hai impiccato ogni parte di te

ma la tua immortalità è insopportabile

così ti ho buttato dalla finestra

Ma tu, ancora, non potevi proprio morire, poeta

e ti sei messo a ballare al contrario,

con le ossa avvezze,

sotto questo maledetto palazzo fascista

totalitario come tutti gli alberi

e le montagne e i pappagalli

dalle teste verdi

incredibilmente urbane,

libero, hai cercato di danzare

tra fruste di calepini

È per questo

che mentre il cavallo, il tritone,

e tutto il resto della gente ha riso di te,

io ho aspettato,

e con grande pena t’ho ripreso

e portato a me,

come un fotogramma

Svilito e ammaccato m’hai detto

Avrei preferito morire”

ma tu non puoi, e mai accadrà,

quindi ti ho nascosto

nella parte più calda del mio maglione blu

e batti a stento,

batti a stento.

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Veronica Falco

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