Un perfetto perdente

Da un’ora cammino
in questa stanza,
come una bestia in gabbia
creo solchi nelle piastrelle.
Sono a pezzi,
le canzoni delle pubblicità
mi convincono a comprare
prodotti inutili
per la mia igiene dentale.
Vivo con l’incisivo
incastrato nella gengiva,
come me, non riesce a farsi spazio,
è bloccato nella sua lotta interiore.
Da una vita cammino
in questa stanza,
strappo il reale
creo una persona nuova
per affiancarmi
quando tutti sono partiti
ad agosto.
Da una vita m’illudo,
di poter essere libero,
al limite, lascio partire un ruggito
per spaventare tutti,
ma ridono di me dietro le sbarre,
al limite, mi lascio cadere in un burrone
di filosofie vive solo sulla carta lucida
dei libri di scuola,
al limite, non lascio lettere
prima di andarmene,
non sarò mai
perché voglio essere
un perfetto perdente.

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