UOZZAP

Laura
online
16 Gennaio 2014

“Ciao Julio” 15:41
“Ciao Laura” 15:41 ✓✓
“No Julio, non sono Laura” 15:42
“Che significa, sei impazzita?” 15:42 ✓✓
“Significa che non sono Laura, anche se il numero che vedi è il suo” 15:43
Giulio si paralizza con un piede sul primo gradino delle scale del metrò e lascia che la folla gli defluisca intorno come una corrente, gli occhi calamitati dal telefono che trema lievemente in fondo al braccio e si orienta verso il viso come uno specchietto da trucco.
“Allora Julio, non hai ancora capito chi sono? O c’è qualcun altro che ti chiama così adesso?” 15:46
“Chiunque tu sia, come hai fatto ad avere il cellulare di Laura? E di che stai parlando?” 15:47 ✓✓
“Diciamo che Laura è una complice involontaria. Allora chi sono? Ci sei arrivato?” 15:47
“Diciamo che questo è uno scherzo di merda. Va bene?” 15:49 ✓✓
“Diciamo così invece. Che ti faccio un piccolo racconto. Mettiti comodo. E’ il 1993. C’è una donna giovane, molto giovane, che ha passato il pomeriggio a preparare un piccola festa di compleanno al suo uomo. C’è la torta, lo spumante, le candeline che sono un po’ più di venti e un po’ meno di trenta. Ti ricorda qualcosa questo inizio?” 16:02
“Ma chi sei, eh? Me lo dici chi sei? Guarda che lo scopro! Non ci provare con me, hai capito?” 16:05 ✓✓

Ing. Tavoli
online
18 Gennaio 2014

“Ciao Julio” 07:02
“Ingegnere! Che succede?” 07:05 ✓✓
“L’uomo tarda, quella sera, anche più del solito, si è laureato da poco, è stato appena assunto e non può certo permettersi di far storie sull’orario, così dice” 7:05
“Ancora tu! Cosa vuoi da me? Come riesci a usare il telefono dei miei amici? Chi ti ha raccontato questa storia?” 07:05 ✓✓
“Invece passa ore al bar dopo l’uscita dal lavoro. Scherza, beve un po’, fa il bulletto con le colleghe, poi arriva a casa che è buio e mette su l’aria del martire del dovere” 7:06
“Ascolta stronza, io vado alla polizia, chiaro?” 07:05 ✓✓
“Uh, uh e come mai pensi che io sia una donna?” 07:05
“Io spengo il telefono, hai capito?” 07:06 ✓✓
“Quella sera il compleanno lo sta festeggiando già da tre ore, l’indefesso lavoratore, ma quando arriva a casa si mette sulla faccia l’espressione truce di chi ha la testa piena di cose serie. Lei lo aspetta con mezzo viso trepidante per la voglia di stupirlo e l’altro mezzo imbronciato per il ritardo. Lui entra in casa che lei ha appena spento la luce e in cucina c’è la sua ombra tremula che lo aspetta dietro le candeline azzurre” 07:08
“Chiunque tu sia, fottiti. Io chiudo” 07:10 ✓✓

Amore
online
Martedì

“Ciao Amo. Ti pensavo” 16:01 ✓✓
“Ma come parli? Proprio tu che dicevi sempre che le parole sono importanti…” 16:09
“Amo?” 16:10 ✓✓
“Lui entra in cucina e in quella attesa, in quei preparativi infantili, vede qualcosa che lo riguarda nel profondo, che lo ridipinge distorto, che lo rivela come non vorrebbe essere visto e questo gli fa montare una rabbia oscura, come di rado aveva provato. Così trova una scusa qualsiasi e prende ad insultarla, le dà della scansafatiche, dell’immatura, dell’imbecille e lei piange, senza volerlo, come se sanguinasse un sangue trasparente dagli occhi sbigottiti” 16:14
“Ti prego. Anche qui no. Lasciami stare” 16:15 ✓✓
“Allora lui le dà uno schiaffo sul viso. Per farla smettere, non per altro. Ma lei urla forte, fortissimo e lui la deve picchiare ancora, sulla bocca. Deve, per forza, per farla tacere. E poi ancora. E ancora” 16:17
“Perché non voleva smettere di urlare! Ecco perché!” 16:17 ✓✓
“Quando la appoggia sulla sedia come un manichino lo capisce subito che è morta, anche se non ha mai visto altri morti. Non ci sono tante telecamere in giro, siamo nel 1993, e lui non ha mai smesso di indossare i guanti. Senza che nessuno lo noti riesce a raggiungere di nuovo il bar affollato e a mischiarsi agli avventori. I guanti li ha gettati in un cassonetto che sarà svuotato dalla nettezza urbana dopo poche ore. Nel locale si ferma a lungo e fa anche due telefonate a casa. Tutti lo notano con quel cellulare con l’antenna, che ancora è una novità, e notano la sua aria preoccupata. E tutti saranno in seguito concordi nell’affermare che per tutto il pomeriggio fino a tarda sera non ha mai lasciato il bar” 16:23
“Dimmi chi sei. Te ne prego.” 16:28 ✓✓

Amore
online
Ieri

“Sono Julio” 11:00 ✓✓
“Ciao, come va?” 11.00
“Stavo nella mia nuova vita. Morto e poi rinato. Perché mi sei venuta a cercare? In ogni momento, senza tregua, per anni ho visto il tuo corpo rotto su quella sedia, il tuo viso coperto dai capelli che non riuscivano a nascondere il biancore dei tuoi occhi inutili. Ho guidato, ho pisciato, ho mangiato, ho dormito senza poterti mai dimenticare nemmeno per un istante. Poi le tue visite si sono diradate, poco alla volta, senza una ragione. Lentamente mi sono accorto che potevo passare qualche minuto e poi, giorno dopo giorno, persino qualche ora senza riceverti in visita e insieme a te rivedere il mostro che ero, il ricordo delle nocche che mi dolevano a furia di colpirti, chiuse nei guanti di lana blu. Così ho pensato che tu mi stessi lasciando per salvarmi. Che quello fosse il regalo di compleanno che non avevi potuto farmi. Allora ho ucciso Julio e mi sono partorito di nuovo. La persona che sono oggi non potrebbe ucciderti mai, credimi. Mai. Ma ora tu sei tornata e io ho capito quel che vuoi da me. Domani andrò dalla polizia, se me lo chiedi tu.” 11:22 ✓✓
“Amo! Che belle parole! Ma non capisco tanto bene di cosa parli!” 11:24
“Amo, sei tu?” 11:24 ✓✓
“Chi vuoi che sia? Ti senti bene?” 11:25
“Ma sì scusa, mi sento un po’ confuso. Deve essere l’effetto degli anni” 11:25 ✓✓
“A proposito Amo! Che scema! Auguri di buon compleanno! Ti aspetto questa sera! Non tardare che ti ho preparato una bella sorpresa!!” 11:27

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