Leopoldo Attolico| Inediti 2021

 

 

“La poesia è un tic, nient’altro che un tic. Ma non è gesto, espressione vocale o movimento corporeo rapido/ripetitivo e involontario. E’ pulsione mentale incontrollabile volta a rappresentare con le parole, nel più breve tempo possibile, una situazione o un ricordo personale o collettivo. Il tic è proditorio, ingestibile con la ragione; vuole trovare riscontro liberatorio soltanto con la scrittura, e subito, prima che l’ispirazione ( inflorescenza naturale), se la porti via.”

 

SUMMER TONF ovvero TUTTI AL MARE

 

Se fate mente locale

converrete che legato a doppio filo

con la fisiologia lunatica dei versi

c’è sempre lo stupore analfabeta degli invano.

E’ lì; e noi ce lo guardiamo

implosi e circospetti, come un reperto lavico

fiottato dal cervello, sfrontato sortilegio

confitto in un riverbero d’assenzio

cui piace sempre di esser corteggiato

 

Poi, quando si rinnova la scommessa

col verso sciagurato

e si è metabolizzata la sciagurata ameba,

arriva puntuale il carico da otto

a ribadire l’osceno contropelo:

non è più questione d’amore o disamore,

e l’impossibile fiaba d’assolutezza amorosa

deflagra silenziosa nella biro

come quando cade un Governo in Italia a Ferragosto:

tra disimpegno e fervore vacanziero

un tonfo troppo sordo per sentirsi

ed essere sentito

 

La Musa, abbandonata sul maggese

è rimandata a Settembre in italiano

 

 

 

 

 

 

 

 

STRANI COGNOMI

A “cicci de sellero”di Mauro Marè*

 

Come si può non voler bene

-così, istintivamente

a un Pasquale Sellerone

con quell’accrescitivo fresco verde fruttato nel cognome

e la florida pienezza di quel nome

che ti riempie la bocca

 

Come si può non collegare

un’immagine ad un nome;

senza timore di sprecare nulla

e andare oltre la mera suggestione

d’una fisicità che è la prima

a chiamarsi per nome (e per cognome)

 

Accade quindi così, spontaneamente

il fascino misterico del transfert mesenterico:

dal diaframma al cervello, per qualche golosa ragione

che si arrende

alla delibazione del cuore e della mente

 

oh, sellerone!

 

*Cespi di sedano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

BOSCHI, FONTANE

A Vito Riviello

 

Quanto ad occhiaie non se la passa male,

c’è dentro un po’ di tutto:

boschi, fontane, reperti acherontei,

alvei, cateti, ellissi di sonno che fermenta luminoso

in chi le guarda e dice “ma dormi qualche volta?”

 

Le occhiaie di Riviello

fitte di concrezioni, di inchiostri, di refusa,

sono un “due con” ma senza timoniere,

spuma di vento, nuvole, maree,

vanno per lucciole ma sempre fuori orario,

sono materia ondivaga

che adombra contumacia e straniamento

 

In questi geroglifici la vita

gioca a tressette con eguale fortuna,

parte ritorna insiste,

oppone sempre la buona carta di Saba

per portare alle calende greche la scommessa

 

quando per depistarla basterebbe una Musa violetera

o un chirurgo dalla mano analfabeta

 

Leopoldo Attolico vive a Roma, ove è nato il 5 Marzo 1946.

Dalla seconda metà degli anni ’80 si occupa di poesia performativa “antistress”, declinata in accezione giocosa, ironica/autoironica e paradossale. Ha collaborato, con testi creativi e scritti teorici, alle principali riviste letterarie. Numerose le sue letture nelle università e nei licei, e le presenze in festival e reading nazionali ed internazionali. E’autore  di sette titoli di poesia e di quattro plaquettes in edizioni d’arte. Tutta la sua produzione è raccolta in “ Si fa per dire, Tutte le poesie, 1964-2016”, Marco Saya Edizioni, 2018, Premio Speciale Camaiore Belluomini; Menzione Speciale, Una vita per la Poesia, Lorenzo Montano; Finalista Città di Como.

 

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