Alexandra Zambà | DerivAzioni poetiche

 

Cinque poesie su Nostos
Create nel Marzo 2021 per Bibbia d’Asfalto
Alexandra Zambà

Nostos
I giorni e le notti contano le parole

1.
Ti ricordi?
Prima di pronunciare la parola
Prima della sua dolorosa apparizione
Stendevamo vele d’amore

Prima di pronunciare la parola “separazione”

Tenevamo ferme le parole sulla corda
Stretto con loro il legame
Finché ci sfuggirono di mano
Rimanemmo nella separazione
Anima e corpo a tastare il vuoto

Appena uscì dalla bocca la parola
I giorni e le notti si confusero
Gli attimi sparirono – si persero
Al loro posto solo tremori impurità acustiche

E la tua immagine entrò in rifrazione

2.
Prepara l’incenso con aroma di resina
Spacca il melograno e vai con dio

Si aggrappa alla laringe il passato
Arco teso ti aspetta ai confini
Le parole ti sfuggono e
In solitudine mastichi rimastichi

Sapore di latte odore d’erba

Svezzate per forza, si perdono tutte
Parole che hanno allattato la vita
Spariscono con l’archivio della memoria
Altre bulimiche deglutiscono lo spazio
Si formano parole sconosciute
Digrignano i denti si moltiplicano

Tentacoli si attaccano alle vene

3.
La lontananza

Prima della partenza prepara l’incenso
Resina aromatica della Somalia
Dall’Oman all’Yemen i profumi
Strofina l’incenso, carbonato di magnesio

Occhio sempre alla lontananza

Entra nell’incenso e guardati intorno
La porta rimarrà per sempre svenuta
Reca con te il suo sospiro – trama del cuore
Vai come un fiore come cielo traboccante

Fai attenzione alla lontananza non farti ingannare
In qualunque posto ti trovi conterai i giorni di rovescio

4.
Hai voltato le spalle e
La voce crollò nel fraintendimento
Da allora si perse nelle viscere.
Hai preso la strada dell’altrove e
Hai portato con te le parole d’amore
Non rimase briciola di pane sulla nostra tavola

Cerimonia di rivelazione apocalittica la tua voce
Ritorna solo nei sogni

5.
Ti ricordi il primo passo?
Il fazzoletto bianco tremava
Sul piede di partenza parlavi del ritorno
Parlavi tanto del tuo ritorno
Ma le parole – ti ricordi le parole –
Caddero nell’acqua come zavorra
Allora lo sguardo si abbassò
Le ciglia si dimenarono
Tutto perduto con le parole
Il bianco s’agitò a lungo sulla panchina
Sventolò la nostalgia dell’inganno

Rimase solo il cuore in pieno disordine

 

(inediti)

Alexandra Zambà, in un vero amalgama linguistico mediterraneo, nasce ad Alessandria d’Egitto da madre alessandrina della diaspora greca e padre cipriota. Passa l’infanzia e la giovinezza a Cipro, in un ambiente plurilinguistico accanto ai nonni paterni radicati nel dialetto di Cipro, il nonno materno multilingue e la nonna materna, greca profuga dell’isola greca di Imbros, ora turca, parlante e cantante un dialetto greco-turco colorito dagli idiomi della propria terra e memoria. Dall’età di diciotto anni studia e poi vive e lavora in Italia. Autrice e regista teatrale, fonda a Roma il “Festival Internazionale di Teatro Italia – Cipro OMBRE/ΣΚΙΕΣ”. Come operatrice di Centri Diurni Psichiatrici costituisce il laboratorio «Poesia e Ombre» con produzioni di libri bilingui (italiano-greco) e spettacoli teatrali plurilingui. Da molti anni scrive e pubblica poesie (vedi anche il libro bilingue Planare lo sguardo edito LVF, 2015) e saggi sulla condizione politico-culturale della donna, Lingua e traducibilità, Lingua Conoscenza e Potere (tradotta in lingua spagnola e pubblicata in Cile), Il Valore terapeutico della poesia, e altri. Come organizzatrice culturale promuove decine di eventi in Italia, in Gran Bretagna, in Grecia, a Cipro, sul lavoro creativo femminile nelle lettere e le arti. Sue poesie si trovano bilingui (greco e italiano) in libri e antologie internazionali. Ha scritto il saggio sulla letteratura giovanile cipriota “Cipro ed il fascino dei suoi percorsi narrativi”, ed. Gagliano, 2017, con la partecipazione della giornalista Claudia Camicia; con il poeta e pittore turco-cipriota Umit Inatci, ha scritto in versione bilingue greco e turco, il libro di racconti “Tracce di Memoria”, ed. Armida 2019. Ha ideato curato e tradotto i libri: “Pane e Poesia” ed Vita Felice 2016, “Storie di Sirene e Gorgoni”, Vita Activa Editoria 2020, “I Giovanissimi- poeti e poetesse ciprioti 1981-2001”, ed. Armida, 2020(in lingua greca). Dirige la collana “ Isole- Letteratura Internazionale d’infanzia e giovanile” della casa editrice triestina Vita Activa Editoria.

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Ksenja Laginja

Ksenja Laginja

Vive e lavora tra Genova e Roma.

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