Coscienze Sporche

coscienze sporche

Camminavo nel buio tetro d’una notte d’inverno,
le strade lunghe e deserte, il mio cuore solo
sembrava di tornar giù nell’inferno della mia anima,
alberi fitti coprivano la mia faccia,
piena di vergogna
mi nascondevo dalla coscienza che tutto vede
ma non la perdizione di essere soli
coscienza che punisce e non comprende,
avevo bisogno di peccare, di svuotarmi
dal peso delle responsabilità e dell’apparente buon senso;
in quei momenti inesorabili
il mio corpo era posseduto dalle tenebre
solo una donna senza volto
avrebbe placato seppur per poco
la sentenza di un Dio che s’imbatteva sulla mia testa,
strane sensazioni nell’atto animale appena consumato
ma una potenza d’essere che mi portava a fondo
un fondo sporco ,putrido
un segreto pesante per il mio passo insicuro
ma non esitai in quella notte che tutto nascondeva,
scivolai all’indietro
sopra coscienze e pregiudizi,sopra il mio passato
ma per un attimo
fui completamente libero.

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Luigi Finucci

Nato a Fermo il 15/05/1984, dove risiede. Pubblica diverse sillogi di poesia tra il 2013 e il 2018 tra cui "L'ultimo Uomo" - Giaconi Editore, "Le prime volte non c'era stanchezza" - Eretica Edizioni e "Canto dell'attesa" - Ladolfi Editore. Collabora con Bibbia d'asfalto: Poesia Urbana e Autostradale e alcuni suoi componimenti sono presenti in diverse riviste, e alcuni suoi testi sono stati tradotti in spagnolo e in rumeno. Dal 2015 inizia a pubblicare libri per bambini sempre con la Giaconi, tra cui "L'aspirante Astronauta" e "Il paese degli Artigiani". In cantiere c'è un nuovo progetto sul mondo dell'acqua a cui l'autore è molto legato lavorando nel settore come Coordinatore di una struttura natatoria del Fermano e come Docente della Federazione Italiana Nuoto.

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