Cosimo Russo | Poesie edite

 

 

“La bellezza cammina fra di noi come una giovane madre quasi intimidita dalla propria gloria. La bellezza è una forza che incute paura come la tempesta scuote al di sotto e al di sopra di noi la terra e il cielo. La bellezza è fatta di delicati sussurri parla dentro al nostro spirito la sua voce cede ai nostri silenzi come una fievole luce che trema per paura dell’ombra. La bellezza grida tra le montagne tra un battito d’ali e un ruggito di leoni. La bellezza sorge da oriente con l’alba si sporge sulla terra dalle finestre del tramonto arriva sulle colline con la primavera danza con le foglie d’autunno e con un soffio di neve tra i capelli. La bellezza non è un bisogno ma un’estasi, non è una bocca assetata né una mano vuota protesa in avanti ma piuttosto ha un cuore infuocato e un’anima incantata. Non è la linfa della corteccia rugosa né un’ala attaccata a un artiglio. La bellezza è un giardino sempre in fiore e una schiera d’angeli sempre in volo. La bellezza è la vita quando la vita si rivela. La bellezza è l’eternità che si contempla allo specchio e noi siamo l’eternità e lo specchio.” (Kahlil Gibran)

 

 

 

 

Cosimo Russo, Mimmo per i conoscenti, nasce nel 1972 a Gagliano del Capo, un paese dell’estremo sud Salento che in quegli anni si affacciava verso uno sviluppo economico e culturale. La sua generazione si distingue per le numerose iniziative intraprese sul piano culturale del paese, Cosimo stesso, infatti, sin dalla prima adolescenza pubblica sue poesie su giornali locali, partecipa e vince concorsi letterari e si fa promotore stesso insieme alla madre di eventi culturali nel suo paese. Centrali sono gli anni dei suoi studi superiori da lui avvertiti come a tratti limitanti e a tratti stimolanti. Cosimo si laurea con pieni voti in Economia all’Università del Salento e altrettanto brillantemente conclude quasi la laurea in Giurisprudenza ma il suo bagaglio culturale non si esaurisce qui, egli infatti sin da bambino e per tutto l’arco della sua vita si dedica a uno studio profondo e ad una ricerca incessante abbracciando le discipline e gli autori più diversi.

I luoghi vissuti, le esperienze fatte, i libri e gli autori letti e il suo spirito di ricercatore e amante della vita sono motivi che inevitabilmente nutrono la sua poesia e ricorrono con una certa frequenza.

Cosimo ci lascia a 44 anni nel 2017, lo stesso anno viene pubblicata, con l’editore Manni, postuma la sua prima silloge Per poco tempo mentre nel 2019 viene pubblicata la seconda raccolta con il titolo Ancora una volta.

I versi di Cosimo Russo sono prima di tutto versi scritti da un uomo, versi che hanno la capacità di scavare dentro l’anima e di arrivare dritti alle emozioni di chi li legge. Sono versi che, nella loro lettura, introducono all’ascolto profondo di una voce poetica importante, che nel corso della sua vita si è resa testimonianza e che continua a esistere in virtù della sua arte. La poesia di Cosimo è strumento di celebrazione della vita, ma anche di indagine motivata e autentica sulla stessa.

Limpida è la volontà del poeta di ricercare aspetti inediti del reale attraverso uno sguardo intimo, assoluto, e di scorgere la dimensione delle cose umane valutandole oltre il piano ingannevole di superficie, oltre al mero “spettacolo” che la facciata esterna può offrire  ma solo ai meno consapevoli, ai più distratti; infatti lo sguardo del poeta buca quel piano e va oltre, tentando di sondare le profondità abissali che legano l’essere umano al mondo.

 “La bellezza non è che il disvelamento di una tenebra caduta e della luce che ne è venuta fuori”, diceva Alda Merini, e nelle sue poesie Cosimo Russo, cerca il senso, l’armonia a volte celata  nel rapporto sottile tra il dettaglio e l’insieme,  tra micro e macro cosmo, (Cos(i)mo=Cosmo), accostando l’infinitamente piccolo all’immenso, esortando quindi, alla riappropriazione della bellezza che è insita in tutte le cose, anche in quelle quotidiane e in quelle più umili. I suoi versi celebrano infatti i granelli, le formiche, la terra, la natura nelle sue forme più semplici e meno appariscenti. Cosimo, con la sua poesia, ci conduce verso una piena adesione alla vita in tutte le sue forme, anche se ” non siamo nessuno fuori da questo spazio euclideo”,  e “siamo uno” nella nostra dimensione temporale relativa, “siamo uno” nel  nostro labirinto esistenziale.

In un appunto personale, poi pubblicato egli scrive:

 

Mi ingrasso ogni giorno

di più di esistenza:

finirò per morirci.

***

 

 

NON SIAMO NESSUNO

Non siamo nessuno,

fuori da questi santuari

della speranza

fuori da questo spazio euclideo,

da questo tempo

da questa legge della casualità.

Siamo uno, con il proprio

tempo con la relatività

che è un labirinto perduto

e non sappiamo fermarci sopra alla

superficie delle cose

e la malattia di cui

soffriamo è l’infinito.

 

 

DISPERDO I MIEI VERSI NEL TEMPO

Lo misuro lo spazio visibile

lo esploro fino in fondo

finché dura l’essere

nel mondo.

Celebro allo stesso modo

il granello di sabbia e

le eterne stelle

per congiungere la grezza anima mia

con il tutto.

 

 

ONDE COPIOSE ONDE

Onde copiose onde,
sulla torretta, soffia insistente il vento,
non vedo che i tuoi occhi da bambino,
sepolti nella sabbia i tuoi piedi
bianchi morsi da granchi
scheletrici.
Ciottoli, verdi fondi di bottiglia,
il Sud con il sole per mano
la Luna che canta e scende di notte
non si vede ormai nulla,
solo placidi orizzonti,
placidi e vuoti,
il cielo supera la mente
tesse labirinti felici
nelle campagne dove le pietre
arse sono abbandonate
il carrubo dondola il suo frutto
e tutto tace,
e con inerzia il tempo
tutto muta.

 

 

LA PRIMAVERA MI APPARE

La primavera mi appare dal tuo sorriso
dal tuo essere felice
un mondo in letargo rinasce
di alberi accarezzati da dolce brezza d’aprile
stagliati contro l’azzurro quieto del mare
appena sciolto l’inverno del risentimento
bevo polline dai fiori
ripopolo di grano alto
i campi addormentati e
la rapsodica danza delle rondini
in un cielo di bianche nuvole ricompare se mi abbracci.

 

 

LE POESIE MAI SCRITTE

Le poesie mai scritte
Le poesie più belle mai le ho scritte
le ho lasciate lievitare nello stupore dello sguardo
custodite nello scrigno del non detto
prigioniere della gabbia amorevole del cuore
orfane di confine e di parole
le ho nutrite di silenzi.

 

 

 

NELL’ARIA

Senti come ti parla il mio cuore
pulsa battiti sinceri ritmati
se mi tieni stretto guardiamo
come il tempo abbia ripreso
a sussurrare
senza più ruggire
con naturalezza
tutto di nuovo rischiarato
fedele a se stesso
gli alberi sono ritornati nella bellezza primaverile
il mare è più mare
noi due
più veri nella purezza dell’aria.

 

 

PRINCIPE DELL’IMMAGINAZIONE

Principe dell’immaginazione
Eppure se ci penso ho già vissuto questa vita,
dal nettare dell’esistenza ho attinto infinite volte
[con odio e amore
in un tempo che scorre circolare
a cui manca l’inizio e la fine
e principe dell’immaginazione vago nell’eternità.

 

 

I testi sono tratti dai volumi ” Per poco tempo ” 2017  e “Ancora una volta” 2019, per Manni editore

 

 

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Stefania Di Lino

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