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“Diario Americano” di Cristina Polli (testi inediti)

 

 

Introduzione

Credo che per introdurre i testi di questo Diario americano, una brevissima silloge di un viaggio in cui ho attraversato parte dell’America ed essa ha attraversato me, possano valere degli stralci tratti da una lettura di Marco Onofrio della mia raccolta edita di poesie,
Tutto e ogni singola cosa, Edilet 2017: “È una poesia che si determina al confine tra ostensione e reticenza, come inseguendo una parola ultima
che non riesce mai a dirsi ma che proprio in questo modo consente alle altre, per richiamo magnetico, di coagulare sulla pagina.
[…]
La poesia articola una dimensione spazio-temporale parallela e alternativa a quella dell’esperienza, ed è composta da elementi di una geometria che potremmo definire “metafisica”, su base astratta, e che si apre al concetto attraverso l’esplorazione vigile e insistita dei suoi cronotopi […] Ecco l’importanza della soglia, il confine che (come accade sul bordo del gradino) trattiene lo spazio dalla sua caduta. La parola stessa è un confine che si oppone al Vuoto, cioè al destino inesorabile che congiura sopra e dentro l’esistenza delle cose. C’è una bocca d’ombra che tutto divora, sempre pronta ad aprirsi per ghermire gli esseri e poi mescolarli nell’“impastatrice” che li attende in fondo al vuoto. Ogni cosa segue la linea della sua dissolvenza, che la porta pian piano a sgretolarsi…”

https://ediletteraria.wordpress.com/2018/07/29/tutto-e-ogni-singola-cosa-di-cristina-polli-letto-da-marco-
onofrio/

Cristina Polli

 

 

Genesi dei testi

L’estate scorsa ho fatto un viaggio in America, destinazione San Francisco e quello che era possibile vedere dei grandi parchi nelle vicinanze.
L’ordine dei testi segue la cronologia del viaggio, l’impatto con un mondo che confonde significato e ordine. Ho scritto e lasciato sedimentare in cerca dell’attimo di verità che si era depositato tra lo sguardo e il respiro, del segno impresso tra il pensiero e la pelle.
Ore e ore di spostamenti in auto in una varietà di paesaggi verdeggianti e maestosi, rocce granitiche e cascate, grandi sequoie secolari. Tutto meritava di essere annotato, ma niente è stato per me come quei paesaggi scabri di rocce nude e di deserti che sono il Gran Canyon, o lo Zabriskie Point. Luoghi metafisici nonostante la presenza dei turisti, dove la bellezza è contemplazione muta, sguardo arreso alla visione. È stata lunga la strada che ci ha condotto fuori dalla Death Valley, ore di svolte in nessun dove, ore e ore per sentire un silenzio diverso, per guardare e pensare, per restituirsi alla consapevolezza.
Del soggiorno a Lake Tahoe ho segnato la chiusura, il suono della sera, la pace raggiunta, ciò che è rimasto tra me e il lago: una ripetizione tra il perenne e il possibile, tra il movimento del lago e il momento di un gesto.
Saloon, Tramonto a Ocean Beach, San Francisco, Partenza, sono tutti testi scritti a San Francisco in diverse occasioni. Ho potuto vivere molti aspetti della città e ne ho subito la malia, ma non ho potuto fare a meno di notare le discrepanze, tutto ciò che puoi percepire solo entrando nella sua nebbia, che sia l’umidità perenne di Ocean Beach, o il caos della Downtown, o la folla delle baie. Ma anche qui la bellezza esigeva il suo tributo. Ho cercato di coglierne le linee e le luci, di lasciarle scorrere.
Cristina Polli

 

Diario americano

 

Clochard a Sacramento

sintassi incompresa di vita informe
magro tremore e sguardi alle lattine
tra i rifiuti cerca di alleviare
la sete del suo significato

 

Sierra Nevada

scultura primigenia
curvata sulla Terra
arca primordiale d’oro e d’ossa
vita e morte nel soffio del deserto

 

Lake Tahoe

monodia che completa la sera
l’andirivieni dell’onda lacustre
a chiudere il cerchio alle caviglie

 

Saloon

È facile paragonare gli avventori alla barra
a passeri sul filo della luce
coi becchi assetati e un poco
solo un poco reclinati
preparati alla presa del boccale
lei, invece, indietro di un passo
taglia la geometria e incurva il tempo
tra i lunghi fili dei capelli grigi
scivola la spazzola come una pagaia

 

Tramonto a Ocean Beach

Stormi di pellicani scrivono la sera
come i versi di un’ode al ritorno
solcano il cielo in fila indiana
un ripensamento del poeta gli scambi
di posto e la forma del volo

 

Tempo

conservo di ciò che ho visto
il silenzio di pietra
il muto sgretolarsi
e il taglio
promesso alla carne

 

Deserto

Si perde come una vena
sul polso della Terra
la strada che
svolta nel deserto
l’erba avvinghiata alla sabbia
in silenzio di vento
ci guarda passare
chiamare il riscatto
a ogni curva

 

San Francisco

Toni e accenti fondono le voci
ti attraversano il cammino
molteplici e singolari
l’urlo monolingue
si leva dagl’incroci
esplode dalle bocche
corpo e voce senza cura
senza luogo.

 

Partenza

Ascoltando Armstrong
lasciamo San Francisco
la nebbia che immerge l’oceano
e cala sulla vita di Ocean Beach.
La città ci abita gli occhi.
Il sole splende sulla baia bianca.

Cristina Polli

 

Cenni biografici

Sono nata a Terracina e confesso che tante volte mi piacerebbe tornarci a vivere anche solo per le lunghe passeggiate invernali sulla spiaggia di ponente. Per molte ragioni sto bene a Roma, la città in cui abito ormai dagli anni degli studi con qualche soluzione di continuità. Insegno in una scuola primaria e apprezzo la complessità della mia esistenza perché attraverso di essa ho imparato a non dare mai niente per scontato.Mi sono avvicinata alla poesia pochi anni fa iniziando a scrivere versi in un momento di riavvicinamento a me stessa che ho scoperto essere un riavvicinamento all’essenza del mondo, delle cose, dell’Altro. Attraversare la vita come donna è un nodo fondamentale della mia esperienza, una verità che si è rivelata anch’essa da non molto, accolta in un presente dove il sognato ha preso forma di realtà. Mi affascina un detto buddista: “Alla fine solo tre cose contano: quanto hai amato, come gentilmente hai vissuto e con quanta grazia hai lasciato andare ciò che non era destinato a te.” Mi rappresenta la frase di Krishnamurti: “ La più alta forma di intelligenza è la capacità di osservare senza giudicare.” . Che non significa derogare al dovere di esprimersi quando l’etica chiama. Pubblico i miei scritti, prevalentemente poesie, sul mio blog http://cristina-polli.blogspot.it/ ed è possibile trovare delle mie riflessioni su http://www.filosofipercaso.it/ ,  inoltre sono presente nei Quaderni di Èrato IV, V e VI, ebook, scaricabili gratuitamente, curati dal blog http://lapresenzadierato.com/

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Stefania Di Lino

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