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Divagazioni

lo spazio imperscrutabile
la lunga notte
l’alba contratta bagnata improvvisa dove comincia l’occhio la sua intelligenza
e questo tempo che combina le distanze e curva le parole amore e morte sulla schiena

datemi un vuoto da riempire
una parola nuova che rotoli di lato alle correnti e nasca indefinitamente oscena
nuda e cruda vertigine

datemi un treno sbagliato
una musica di nuvole dentro le scarpe
un sollievo d’andata che mi compia davvero

per chi alberga il silenzio
non compromesso è il dolore
e l’odore del pane
e della pioggia
che lascia spine nelle mani

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