du Louis Aragon (di Eugen Galasso)

Louis_Aragon

 

 

Louis Aragon(1897-1982), lo si voglia o meno, è e rimane uno dei grandi poeti del 1900 mondiale. Attraversando il surrealismo, cui comunque rimarrà legato, anche dopo la rottura, il comunismo(Aragon rimarrà”comunista”, anche quando prenderà atto del rapporto Kruscev nel 1956, al ventesimo congresso del PCUS), l’amore imperituro con Elsa Triolet, la sua musa e compagna di sempre, l’amore per il jazz ma anche la chanson, che sarà sempre profondo(e Aragon verrà messo in musica e cantato, con sua grande soddisfazione, da Léo Ferré, da Jean Ferrat, da Colette Magny, da Hélène Martin e da altri/e cantanti), Aragon rimane il poeta e scrittore(per lui la distanza tra poesia e prosa era scarsa, quasi nulla, nella sua riflessione sulla poesia e la scrittura in genere, estremamente profonda, in lui che provenivaa da studi di medicina, quindi apparentemente lontani, ma che aveva profondamente studiato le lingue, le culture, la poesia e la prosa)che forse meglio di altri caratterizza il secolo. Rispondendo a un’intervista a Francis Crémieux, riportata nel bel volume di Georges Sadoul(1904-1967), storico del cinema e della cultura, intellettuale cruciale del 1900, amico personale di Aragon e di Elsa,”Aragon”, Poètes d’aujourd’hui, Paris, Pierre Seghers, 1967,  sostiene che in effetti l’assenza di punteggiatura può caratterizzare le poesia, sostenendo(a ragione)che essa “non potrebbe essere un comando”, che essa”non è sempre esistita”(op.cit., p.96), riprende, nell’epoca della Francia occupata dai nazisti e del maresciallo Pétain, la tradizione celtica e arturiana per nascondere le riflessioni sulla guerra anti-germanica dell’epoca, polemizzando con un grande intellettuale della destra, Pierre Drieu la Rochelle, studia i poeti “cortesi”della langue d’Oc, in specie quell’Arnaud Daniel ricordato da Dante(e su Dante si incentrano molti suoi studi), è il poeta che non esita a dare valore anche enfatico all’anafora: “Vous chantez les vertus négatives du doute/Vous vantez les chemins que la prudence suit”(“Voi cantate le virtù negative del dubbio/Voi vantate i cammini che la prudenza segue”), contrapponendo il suo atteggiamento”altro”:  “Je suis dans le fossé je compte mes blessures/Je n’arriverai pas jusq’au bout de la nuit”(“sono nel fossato conto le mie ferite/Non arriverò in fondo alla notte”). L’autore di “La Grande gai^té”(1926), di”Pérsecuté persécuteur”(1931), di”Les yeux d’Elsa”(1942), di”Le roman inachevé”(1956), di”Les poètes”(1960), di”E’légie à Pablo Neruda”( 1966), del romanzo”Les Communistes”( pubblicato nel 1949, ma ripreso e completato nel 1967)e di tante altre opere in prosa, rimane un protagonista del nostro tempo e della letteratura mondiale, comunque lo si valuti e comunque ci si ponga nei suoi confronti.

 

Eugen Galasso

EG

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