e dietro il cane

i

ora trema l’aria come tutto l’inverno
la gente svuota le vie, resta l’indifferenza
d’un sole che trafigge i corpi
guardo di fuori spaventato
l’uomo e il canale e dietro il cane
che vanno senza gioia sul prato.

 

ii

e il cane mi guarda, con quell’andare proprio dei cani di campagna,
solo, dentro la notte sola, l’uomo che cerca l’amico per dividersi:
un piano di rifugio il mio nel suo dovunque stare di casa, aspettarsi niente
per niente abbaiare.

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Giovanni Perri

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