Guardandoti da lontano [di Silvana Di Girolamo]

Ho rotto il guinzaglio
L’ho spezzato proprio li dove stringeva piu forte
La nuova aria che respiro mi fa tossire
Il suo sapore mi da vertigine e allucinazioni
Svetto e ripiombo in attesa di un volo lineare
Intanto guardo con gioia le mie ali
Il loro battito mi da la vita
Quella che ho sempre voluto
Quella che mi da la vista e l’udito
E una bocca per sputare parole
Contro i santuari della finta libertà
Reparti infiniti di usa getta e compra ancora
Cibo prestampato con etichette evanescenti
Schede telefoniche per ogni tipo di chiamata
O per non chiamare nessuno non importa
Tu ammira costantemente il tuo gioiellino di comunicazione
Tienilo sempre li sul palmo della mano
È il tuo contatto con il mondo
Anche se non squilla puoi sempre auto chiamarti
E ti vedrò sorridente
Gli occhi come due gemme
Rispondere ai tuoi stessi squilli
Ora puoi sentirti anche tu parte di quest’insieme
Malato Distorto Disumano Contagioso Dilagante
Benvenuto nel circo della disperazione perpetrante
È qui che hanno inventato il prendi tre che paghi uno
Qui dimora il Padre tuo
Non pagherai altro Dio all’infuori di lui
Mettiti in fila alla cassa
Non importa se è lunga l’attesa
Il percorso è ben congegnato
Tu criceto gigante continua a riempire il tuo carrello
E continua a onorare il Padre Tuo Consumismo
Mentre dalla finestra qualcuno benedice e assolve
Amen

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Luigi Finucci

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