Izet Sarajlić / Poeti Internazionali

UN’ALTRA VOLTA SAPREI

Troppo poco ho goduto delle piogge di primavera e dei tramonti

Troppo poco ho assaporato la bellezza delle vecchie canzoni e le passeggiate sotto il chiaro di luna.

Troppo poco mi sono inebriato del vino dell’amicizia
benché al mondo ci fosse sì e no un paese dove non avessi almeno un paio di amici.

Troppo poco tempo ho riservato per l’amore
a disposizione del quale stava tutto il mio tempo.

Un’altra volta saprei godere incomparabilmente più nella vita.
Un’altra volta saprei.
1987

30 FEBBRAIO

Senza contare le periodiche misteriose scomparse del 29 febbraio
ogni anno in amore
ci depredano di un giorno.

Quand’ero giovane non ne tenevo conto,
anche senza quello
c’erano abbastanza sabati e mercoledí.

Oggi per me è importante ogni giorno
in cui ti posso guardare.

Il nostro feudo
che si estendeva per cinquant’anni di futuro
si è ridotto ad un piccolo podere contadino.

[1976]

*

Già ad alta voce alle betulle ti recitavano i miei
crepuscoli.
Già niente nella mia vita era tanto importante come te.
Già tutto attorno a me era solo una parte del mio totale
mito di te.
Già nessun viale dov’eri passata poteva più chiamarsi
solo viale.
Già tutto sapeva che saresti venuta, col cielo
i selciati già scommettevano per la vita sulla tua
presenza.
L’avvenire aveva mille nomi e solo l’ultimo era
solitudine.
L’avvenire già imitava i tuoi movimenti e il tuo modo
di camminare.

09.08.1950

Izet Sarajlić (Doboj, 16 marzo 1930 – Sarajevo, 2 maggio 2002) è stato uno storico, filosofo e poeta bosniaco.
Soprannominato Kiko e nato a Doboj (Bosnia settentrionale) da famiglia musulmana, si trasferisce nel 1945 a Sarajevo, dove consegue la laurea in lettere alla facoltà di filosofia della locale università. Fondatore nel 1954 del “Gruppo 54”, movimento d’innovazione poetica, ed uno fra gli organizzatori delle “Giornate poetiche di Sarajevo” nel decennio successivo; è stato un rinomato e pluripremiato scrittore jugoslavo, conosciuto anche nei paesi dell’allora Patto di Varsavia e spesso invitato come personalità culturale nella stessa Mosca.

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Luigi Finucci

Luigi Finucci

Nato a Fermo il 15/05/1984, dove risiede. Pubblica diverse sillogi di poesia tra il 2013 e il 2018 tra cui "L'ultimo Uomo" - Giaconi Editore, "Le prime volte non c'era stanchezza" - Eretica Edizioni e "Canto dell'attesa" - Ladolfi Editore. Collabora con Bibbia d'asfalto: Poesia Urbana e Autostradale e alcuni suoi componimenti sono presenti in diverse riviste, e alcuni suoi testi sono stati tradotti in spagnolo e in rumeno. Dal 2015 inizia a pubblicare libri per bambini sempre con la Giaconi, tra cui "L'aspirante Astronauta" e "Il paese degli Artigiani". In cantiere c'è un nuovo progetto sul mondo dell'acqua a cui l'autore è molto legato lavorando nel settore come Coordinatore di una struttura natatoria del Fermano e come Docente della Federazione Italiana Nuoto.
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