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J’accuse

quelli che ti rifanno la punteggiatura
che cercano negli occhi un punto di svolta
ed entrano con
quattro
ruote
motrici
nell’armadio;
che ricordano tutto ma proprio niente e hanno televisori finalmente e finanche;
gli opinionisti
i detrattori
i fermi ad ogni direzione
sulle porte caratteri d’oro
sulle cravatte regimental la compostezza dei sogni irrisolti, il parcheggio ikea e alcuni aspetti della loro infanzia
quando si placano
quando divorano
che hanno un orto sulla testa e non ci piove mai
quelli che seguono i padri
che seguono i figli
che seguono sempre
e dettagliatamente i meteo e guardano
ostinatamente il cielo
e perdono, lo so, perdono
sotto qualunque nome la meraviglia
di un solo
vastissimo
cielo;
quelli che
giudicano
gravano
covano
aspettano l’attimo
conchiudono assiomatici grumosi periplo- grondanti mucosi nodi d’aria fritta alla parola
gli oltranzisti quelli che
annusano
l’asfalto unto e percosso delle statali alle tre del pomeriggio quando
ti portano in un argomento pieno di parentesi e ai lati cani morti che indecenza
e non un gesto non uno sputo di verità
ecco, lo dico, i falsi
i burocrati
i consiglieri
i tifosi onnivori
quelli che scrivono poesie ma non le leggono
e ignorano
e infangano
e fingono d’aver capito
e hanno paura
e uccidono
Loro
i perfezionisti inutili, poliglotti implacabili coglioni
per poco
pochissimo vivere
che sanno tutto
ma non sanno niente
del mondo che vivono
del loro stesso essere
di te
che li guardi
e taci
che li guardi
e

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