Jane Hirshfield / Poeti Internazionali

PIOGGIA A MAGGIO

Il ferro annerito
della stufa
si raffredda ticchettando
alle prime gocce
che iniziano a incontrare il tetto.
È tardi: la notte
s’è fatta scura così
come un frutto –
un sùbito
aroma di pere riempie la stanza.

Giusto prima dell’alba
ritorna più forte,
un bianco, costante rullio di pioggia diurna
preso nel secchio profondo della luna.
Una luce di latta ammaccata
trabocca di oceano e cielo,
colle che s’apre sul colle davanti,
e mi sveglio a un semplice desiderio,
ciò che voglio da quest’ora comune,
da questa terra comune
che in passato fu sposa del tempo:
sentire come un granchio sente l’onda,
forte come un secondo cuore;
vedere come una cosa verde vede il sole,
con l’attenzione esclusiva dell’amore cieco.

From: Jane Hirshfield Of Gravity & Angels, 1988
© traduzione di Loredana Foresta e Andrea Sirotti

DA CAPO

Prendi il cuore logoro come un sasso
e lancialo lontano.

Presto non ne rimarrà nulla.
Presto l’ultima increspatura si esaurirà
tra le erbacce.

Una volta a casa, affetta carote, cipolle, sedano.
Glassali in olio prima di aggiungere
le lenticchie, acqua e odori.

Poi le caldarroste, un po’ di pepe, sale.
Completa con formaggio di capra e prezzemolo. Mangia.
Puoi farlo, davvero, ti è concesso.
Ricomincia la storia della tua vita.

Tratta da “Ogni felicità assediata dai leoni” di Jane Hirshfield, traduzione e cura di Loredana Foresta e Andrea Sirotti

DOPO UN LUNGO SILENZIO

La cortesia sbiadisce,

un piccolo bagliore d’acciuga
abbandona la pentola capovolta nello scolapiatti
dopo che la luna s’è dileguata dalla finestra.

Una delle ultime libertà, là nel buio.
Gli avanzi della zuppa messi via.

Le distinzioni contano. Se il muso
quieto di una capra debba dirsi nobile
o indifferente. La differenza tra un giusto rigore e l’orgoglio.

Il pensiero intraducibile dev’essere il più preciso.

Eppure le parole non sono la fine del pensiero, ma là dove comincia.

Tratta da “Ogni felicità assediata dai leoni” di Jane Hirshfield, traduzione e cura di Loredana Foresta e Andrea Sirotti

Nata a New York nel 1953, consegue la laurea alla Princeton University e completa gli studi al San Francisco Zen Center. Coltiva la passione per la scrittura fin da giovane e nella lunga carriera artistica le sue raccolte poetiche (la più recente, Ledger, è di marzo 2020) ottengono numerosi riconoscimenti, tra cui il Poetry Center Book Award, il California Book Award e il Donald Hall-Jane Kenyon Prize in American Poetry.

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Luigi Finucci

Luigi Finucci

Nato a Fermo il 15/05/1984, dove risiede. Pubblica diverse sillogi di poesia tra il 2013 e il 2018 tra cui "L'ultimo Uomo" - Giaconi Editore, "Le prime volte non c'era stanchezza" - Eretica Edizioni e "Canto dell'attesa" - Ladolfi Editore. Collabora con Bibbia d'asfalto: Poesia Urbana e Autostradale e alcuni suoi componimenti sono presenti in diverse riviste, e alcuni suoi testi sono stati tradotti in spagnolo e in rumeno. Dal 2015 inizia a pubblicare libri per bambini sempre con la Giaconi, tra cui "L'aspirante Astronauta" e "Il paese degli Artigiani". In cantiere c'è un nuovo progetto sul mondo dell'acqua a cui l'autore è molto legato lavorando nel settore come Coordinatore di una struttura natatoria del Fermano e come Docente della Federazione Italiana Nuoto.
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