LIBRIDINOSI | Si prega girati di schiena – Giuseppe Todisco

La volta che ho sconfitto nostro padre,
l’ansia di mirare all’osso.
“È un sollievo che sia per mano tua”.

Franco tagliava per i campi,
diceva che c’è il diavolo
oltre il muro della scuola.
Sotto gli alberi che fa un nido
gli abbiamo visto crescere le corna.

“Di che colore fai la solitudine, bianco”.

Era un uomo affacciato alla finestra
quel cielo venuto male.
Era per sentire le trame dentro gli occhi
che mettevo il verde ai bordi delle strade.
Più di quante volte possa dire olmo
quelle case messe a specchio, dove si può compiere
il miracolo stando fermi l’ombra che si muove.

Franco dice che il diavolo ci ha già presi a cuore.

La notte che veniva fuori l’osso, il bianco
da ricominciare: l’ansia di mirargli addosso.

Quello era nostro padre.

 

*

 

A morire si fa con gli occhi
e per sua statura il sogno
torna se c’è tutta una vita
per restare avanti.
Mi sono chiesto di dormire,
ed era come posa.

È solo dopo sveglio
che mi specchio, solo
dopo sveglio che assomiglio,
solo dopo sveglio posso
starmene un po’ vivo,
tutto mani piedi e faccia.
Faccia soprattutto.

Qualcuno gioca dall’altra stanza,
dice salta trave corda.
Corda dice, soprattutto.
Ho fatto un segno sulla porta,
ho messo carne sulla soglia,
qualcuno gioca con la corda,
gioca e dice trave carne porta.

Fuori annuvola nell’ombra,
qualcosa si fa buio,
ombra viso di qualcosa
sceso giù con la pioggia.

A pensarci bene, mi è mancato
un salto. A pensarci e basta
mi è venuta un’ombra,
dice scale trave porta.
Porta dice, soprattutto.

Mia madre è una finestra
che mi guarda. Sento… salta
trave, cosa? corda dice.
Cosa? salta trave carne posa.
Posa dice, soprattutto.

Posa.

 

(da “Si prega girati di schiena”, Marco Saya Edizioni, 2020)

Scopri di più sulla pubblicazione: https://www.marcosayaedizioni.net/product-page/si-prega-girati-di-schiena-1

Giuseppe Todisco è nato a Foggia nel 1980 e risiede ad Orta Nova. Suoi testi sono apparsi in diverse antologie, tra le quali Enciclopedia di Poesia Italiana, a cura della Fondazione Mario Luzi. È presente all’interno della collana Poeti e Poesia, a cura di Elio Pecora. Alcune sue prose sono confluite nella collettanea Repertorio dei matti della Città di Lucera e della Capitanata, a cura di Paolo Nori (Marcos y Marcos). Si prega girati di schiena è la sua prima raccolta poetica.

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Ksenja Laginja

Ksenja Laginja

Vive e lavora tra Genova e Roma.

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