Maledetta diletta

Maledetta diletta
maledetta
che porti la mia voce
come un ornamento folle
ai tuoi capelli.
Io che staccavo il gozzo
dall’ormeggio all’alba e nell’alba
andavo a pesca di suoni
luccicanti come carpe e vivi
come gli schiaffi disperati
dei cavedani
morenti in fondo al cesto.
Da lì -il vento ti affiorava
le gambe da una sindone
a fiori tremula al ginocchio-
ho preso a disertare il lago
e poco alla volta i pesci
hanno scordato la mia bocca.
Ai suoni ho preferito i pomeriggi
che promettevano
i tuoi capezzoli grandi
e rosa e l’infelice gioia dell’attesa
e l’entusiasta malinconia d’averti
e poi l’attesa ancora
che si pretende vita.
Ora la notte ti seguo diletta
maledetta
e a tratti sento l’acqua
smuoversi di fuori e i piccoli tonfi
delle parole impronunciate
fino ad addormentarmi all’alba
alla tua destra
come si conviene
ad un mammifero mortale.

 865 total views,  2 views today

The following two tabs change content below.

Ivano Ferrari

Ultimi post di Ivano Ferrari (vedi tutti)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.