Mirta fuori dal tempo

Ora che non sento più

la voce di te (e mi dicevi

anche la tinta dei tuoi slip

o se te li eri cambiati) qualcosa

nel dolore infinito

recupero ed è la poesia.

A volte nell’osservare una

nuvola sfioccarsi, ti vedo, Mirta

felice come una donna

nel tessere incanti d’alba.

tu ingenua e maliziosa

con i tuoi amanti rifare l’amore.

A volte il desiderio che tu

non ti sia ammazzata,

che tu sia ancora in carne

e ossa, a darmi gioia mi

semina nell’anima una forza

arcana se anche di notte

scrivo per te morta suicida

(e potevi essere felice).

Ora mi guardi dai laghi dei

tuoi occhi e scorgo tanta gioia

e sento il profumo della tua pelle

ancora, amica Mirta. .

.

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Raffaele Piazza

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1 Comment

Piazza tesse odi che gli sorgono da un’anima addolorata, non rassegnata per la perdita dell’amica del cuore. Mentre scrive, pare che lei sia presente e tesse incanti d’alba.

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