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Nostalgia

la pace scabra, essenziale: la pace
inverosimile;
scaltra, lungimirante, paga
la pace invece megera, fibra dell’ottusangolo

ti ricordo che ho un occhio a settembre
un’arte a indovinare ibischi e piogge
a smemorare.

La mattina vado a sant’elmo,
mi siedo sul cannone e aspetto.

Il bigliettaio ha sempre questa fame negli occhi
mi dice che domenica spostano i cannoni
allenta la cravatta, dà da mangiare ai piccioni

io non lo so di cosa ride ma ride e poi
gli passa, all’improvviso
posso trovargli un corpo ferito
un corridoio nascosto tra le mani,
una voce nell’erba.

Ho questa fortezza di ricordi nel cuore
un ossigeno che arriva da basso
infila i pori del tufo
ravviva le lucertole
che appaiono
e scompaiono.

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