PAPERA GLACIALE

E’ ineguagliabile così come difettoso, insopportabile. E’ un grande centro bruno che si forma sulla fronte, un gran vortice. E’ l’albero colato giù dal mio piedistallo, dal piedistallo di quattro valanghe cadute contemporaneamente e in tutto il mondo.

Neve

un grande groviglio di occhi pezzi di testa qua e là, un grande rumore di bisbigli visioni celestiali visioni stese visioni di carni coricate.

Coperte

un gran tumulto di luce e Arabesque di sfrontatezza e programmi televisivi, un grande obliquo muso sopra la mia casa, un forte frastuono sopra l ‘ispirazione.

Due iniziali

stai nuotando selvaggia dentro ad un lago con quattromila pesci morti a pancia in su.

Stai nuotando muovendo bene le grosse zampe, nessuno ha saputo il tuo nome, nessuno lo ha saputo Iside, Zeus, qualcun altro ha tentato con ‘Insalata’

e adesso con un punto interrogativo sei deliziosa, succulenta

c’è un mercato a destra della mia strada, c’è un po’ di pallore sulle mie scarpe in cui ti specchi grassa e in cui posso avere fame.

Cannibale

chiamami come il cane che abbaia tutte le notti sulle inferriate, vicino al posto in cui poggio la testa

le membra il colon stanco di tutta la gente

Mentre è notte

voglio mangiarti, voglio che le tue zampe nuotino dentro me, enorme Papera Glaciale.

Voglio che tu ti senta come se potessimo insieme, a me e a tutto il resto della sfera ,

andare avanti scalciando contro la corrente

Aspettami un attimo

ho voglia di cuocerti il petto, metterci sopra olio sporadicamente usato in ogni venerdì di solitudine

Sono un uomo bizzarro

ah, Papera Glaciale con occhi indifferenti freddi sotto al ponte

ti seguo un po’ stanco, sperando di non sentire l’ascensore del mio palazzo rivoltarsi

c’è una donna nuda, tre amiche di Marsiglia il grande freddo sulla tua testa

La brina, la brina

dimmi Papera Glaciale, posso averti come nessuno prima? Ti stai gonfiando, dimmi plastica d’ogni tempo

dimmi come se fossi una sagoma di carta piena però di budella

cosa c’è nel tuo stomaco? Nell’immensa voragine del sentire fiori e fiori e fiori

Papera Glaciale, è così che deve finire il mio pensiero?

Accenderò uno stereo muto e nero, ricorderò le tue ali unite

Non si può capire

sei un evento, Papera, un evento grande dalle braccia lunghe fatte di vetro, palle di natale traslucide, sei un evento, un magnifico evento della mia pazzia, una gigantesca allucinazione quando mi alzo dal letto e non bevo un bicchiere d’acqua, fisso mia sorella dormire e bisbiglio per tutto il resto dell’oscurità

sei un fatto, un movimento sulla sponda del lago,

Dove sono? E dove potrei mai essere

dentro un lenzuolo caldo, la tenda mezza rossa mezza morte

Sei uno scheletro

tu puoi mutare, Papera,

tu-puoi-mutare, e portarmi tutto il freddo

ed è ineguagliabile, così come difettoso. Insopportabile.

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Veronica Falco

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