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Radici

Qui e non altrove
voglio morire qui diceva
per sentire il corallo sudare i suoi abissi d’organi e le sue allegrie
per riaverla intatta la mia parte di luna rotta
in questa piega del tempo che collima i mari e i cieli e li trattiene appena sulla lingua
Io non conosco altre terre
altri confini misurabili che le mie ossa precise e secche come un orologio
e tornare e partire fanno foglie bellissime
Lo guardo e mi contiene nelle sue lentezze come se avesse occhi lontanissimi che non si prendono come se avesse acqua nelle mani
qualcosa accade all’infinito e io non comprendo
un’alba che traballa tutti i fondi
trattiene i luoghi alle persone
una memoria di sculture vive inventa le malinconie

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