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Risacche

riattacco la parola al cane
la sento che tira, spinge
nel vento, dopo il vento, mi asseconda,
ora che piove, che é come se piovesse

il mare ha questi salti improvvisi, spazi tra un cielo e l’altro
silenzi da portare indietro, quasi uccelli

ho una parola che corre la spiaggia
scava l’aria la salta non la coglie
ho tutto un rumore di zampe nel polmone
finzioni d’acqua
pinne, ricordi, squame

Una quiete mi basta inventarla, dico, significarla, darle un nome:
e questo è un osso di stelle, questo un corpetto di alghe nel mattino;
ci sono sempre guerre da bere, ordigni nel fegato, lettere
da seppellire
noi nonostante tutto eppure
Ma un corpo abilissimo tace
sposta gli abissi col piede
scrive il falso
invera
vede navi cadere all’orizzonte e piange
abilissimamente
piange

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