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A te le mie figure le mie fragilità,
alle tue croci i chiodi della pioggia
e ori e macerie per i tuoi diavoli al culo:
siamo sul tempio sbagliato,
siamo caduti per sbaglio sul tempo
delle isole vuote
ma tu somigli alla pianta che mangia gli insetti
ed io ti guardo dal cuore del mio occhio di legno
così sopravviviamo
come parole che nascono morendo.

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