Silvia Bove | Inediti2021

 

 

 

 

La poesia è esistenza e appiglio. Nel tempo odierno si va estinguendo la parola che afferma ad opera anche della digitalizzazione, l’ascolto è un’apparenza che talvolta diviene mera rappresentazione. La poesia è esigenza, in un tempo liminale definito liquido da Bauman, la parola poetica come gnosi autentica graffia i parametri del reale, è visione profetica, affronta e riorganizza un tempo frammentato, inconcluso. Platone poneva il poeta al vertice della piramide sapienziale.
Il poeta ha facoltà di accordarsi a sfere altre nel passato come nell’attuale.
Oggi la poesia è libera e democratica, può non rispondere a stilemi rigidi segue il passo del tempo post post moderno destrutturato
Se la lirica permane lo fa con una profonda speculazione esistenziale porta in luce senso e significati seguendone le trame vieppiù libertarie.
La poesia è visione, discesa gnosica o urgente verità, cristallino oltraggio e omaggio all’esistente, sapiente congettura del reale che risponde al termine greco poieo fare, costruire come la nota poesia di Dino Campana il cui incipit reca: Fabbricare fabbricare fabbricare. Noi poeti fragili usurpatori di senso anche là dove pare non esserci e scivoliamo su una parete aggrappandoci alle nostre parole.

Silvia Bove

 

 

 

 

 

Tempo come vessillo

 

Se il tempo è un vessillo lontano

tu non piangere.

Compi eterni passi

riserva il cuore

come ornamento celeste

scava come sa fare il nero del cielo

fatti piccola ombra

madre dei morti

cura d’abisso

Bacerai la fede,

ponila accanto

come transigente marea.

 

 

***

 

 

Il dolore

Sai che rumore fa il dolore?

L’ attentato di

una piuma che cade.

Per queste carezze retrive

la rosa muore,

la donna sola si siede,

su tutte le notti,

la pittrice ricama

deserti foglie

la poeta destina

parole nuove

rincalza l’anima estinta

su quelle chiese straniate

che sono le rime.

 

 

***

 

 

Oceano.

 

Oceano, loggia dei miei
pensieri, astensione dal fato,
responso di una divinità
preesistita
io lì davanti, con un nome
posseduto dalle ere.
Salgono nelle parole minime intenzioni.

Si veleggia, seppure
affranti e decimati
dai luoghi.
Il senso del proprio
verso improvvisamente
è infusione.
Dalle mille scogliere

nelle segrete,
nei grumi del cuore si
chiede, se questo incedere suo
potrà mai
spostare orizzonte.

 

 

***

 

 

Prodezze.

 

Sul bianco responso distillo rive e scogliere
sulla promessa rondini furtive

per cauto vento.
sulle notti popolate

visioni da penetrare,
e che abissi
quasi vedo la luce dal foro.
Lo scotto dei padri
l’onta ormeggiata

i disordini costitutivi
e poi il rifluire del giorno

che reca sentenza
stormi in ossequio del Sole.
La somma di queste prodezze

senza consistere.

 

 

***

 

 

Mi ameresti.

 

Mi ameresti lo stesso se

la mia pagina restasse muta?

Giorni di desiderio e poi il nulla.

Quel girovagare sulle ombre.

Ombra, questa parola che non ha corpo,

questa fuliggine sul corpo.

Mi ameresti lo stesso

se la mia bocca restasse muta?

Io, che ne sono il cantore.

 

 

***

 

 

Giovane amore.

 

Resta presso di me parola antica
resta a raggelare lo spazio

raggiungi quel grumo di uomo

per cui stringo la falce.

Si è perso, ha abbandonato il segno,
abita luoghi osceni.
Io non venero quel verso
sono dentro una domanda
e sono bianca, sgualcita, inoperosa.

Tempo, ti osservo ogni mattina

scendiamo a prendere il sale insieme, dal mare
poi torniamo nelle porte
e siamo pieni di lucciole, fiammeggiano ovunque!

So che il randagio cielo non ammette il segno sulla carta per lui
ma io lo innalzo

e forse un giorno sarò un impianto votivo.

Ancora sfugge la mia mano a Dio
e se mi guardi Dio, fammi altra da me

perché la base del cuore urla un respiro.

Non lo raggiungerò!
Arderò di infamia!
E se il ciglio distanzia la bellezza

non lo fa la tenera risposta.

Il mio quesito è lui.

 

 

 

 

Bibliografia.
2005 Plaquette Anima Sottile edita da Graphisoft.
2008 Immater-ialità con prefazione di Vito Riviello ed Graphisoft.
2008 Silloge “Svolgimenti” col gruppo Le donne della stanza.
2010 Plaquette “Sette” edizione Signum.
2010 Plaquette “Rapida ma floreale” ed Signum.
2011 La raccolta poetica “Poesie di Assoluzione”.
2018 Plaquette “Discreta la lontananza” edizioni EscaMontage.
Poesia: “Il figlio del gerarca” contenuta nell’Antologia “Il sole nero di Auschwitz”, ed Bertoni.
Poesie: Nei vicoli, I mistici, Frammento, contenuta in “Genova omaggio” in versi ed Bertoni.

Sue poesie sono presenti su riviste d’arte come EQUIPeCo,  Poeti e poesia,  I Poeti dell’Isola a cura di Francesca Farina e Roberto Piperno.

 

 

 

 

 

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