Sonia Caporossi, “Corpi di fondo” (ai profughi morti nel Mediterraneo)

Sonia Caporossi

 

Corpi di fondo                   

(Ai profughi morti nel Mediterraneo)

 

 

C’è un motivo se il mare è pescoso

: la pigra indolenza di questo giorno chiaro

ché la morte vien di notte

e          senza          scampo

 

Nell’acusia dell’onda

non esiste giustizia

::solo::     ::una::     ::vacua::     ::fluidità::

 

Nel riflusso e nel ritorno

annegano paure e desideri

 

L’imprecisione |esatta|

come il lancio di una gomena a vuoto

il risveglio di un gesto

{nella luce}

 

La diagonale errante

del sole che              {barbaglia}             in superficie

al        nostro       stringerci         le mani

per il freddo

nel terrore

 

Quando il {prisma} si compatta

|in 4-cubo|

e la fame di ragione

che ormai giace giù nel fondo

è inappetenza

 

La magrezza della Lupa

la Papessa

che di tutte le sue brame

sembra             esausta

 

Nella lucida

e beffarda

Resilienza.

 

(Dall’antologia AA.VV. “Alla luce d’una candela, in riva all’oceano”, a cura di Letizia Leone, L’Erudita Edizioni, Roma – 2018)

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