Eppure

Eccoti e attendi
ancora specchio ginocchia
tue alle mie ginocchia
eccoti.
Tu e i tuoi occhi fedeli
ad ogni moto delle mie mani
mentre io le distraggo
vuote
alle tue mani.
Vedi bene che non ho un mestolo
da versare nelle tue coppe oggi
da rammollirne i calli
da conciarne le pelli
per farne carezze
e la borsa è vuota.
Non davano più pace i sollievi
che vi serbavo,
nemmeno per un baleno.
Ma confida.
C’è un incendio lento
che consuma il foglio
su cui ti leggo e tu
sappi aspettare.
Con i suoi resti corvini
sbiancherò nuovo latte
domani, saremo ancora
specchio ginocchia
tue alle mie ginocchia,
la gioia antipode
degli scampati.

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Ivano Ferrari

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