Scavasti un buco di fossa

Ti sottrai alla vista
di chi per te
è gelso e mura.
Hai mani, tu:
scalpelli sulle
indoli fragili
sfiorate dall’arte.

Sulla mia indole
scavasti
un buco di fossa
per il deposito
delle inutili cazzate.

L’inutilità di un Satie
di un Pessoa
di un pensiero.
Che sia mio
o di “quelli come me”:
i reietti alla geometria
del vivere
a regole e scadenze.

Di scaduto ci sei tu
con la mia voglia
di starti accanto.

Sei veleno.
Io, fungo tossico.
Sei il mio Nulla
disincrostato
dalla fede
del mio Tutto.

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Francesca Rossetti

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