SENZA PELLE

Avevo capelli spettinati
e occhi gonfi
a frastornarmi
quando persino la polvere
sollevata in mulinelli mi disegnava
smorfie di meraviglia
alzandomi da letti sereni
in albe ancora sconosciute
sicuro che mani grandi
restassero per sempre poggiate
sopra mie spalle
E dopo ancora
ho avuto braccia
pronte ed occhi duri a farmi riconoscere credendo
che tutto fosse mio
a recitare
una disillusione che oggi pagherei
per non sentire vera.
E ora che
sono davvero fermo sulle gambe
vorrei gettare la scure che ho imparato ad impugnare
Ora
con la mia corazza in tessuto connettivo
a rammentarmi
quanto bruci
essere senza pelle

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Gino Panariello

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